Entusiasmo Roseto: oggi finale di Coppa contro Cividale

La Liofilchem supera Agrigento con una rimonta da applausi e affronta i friulani nell’ultimo atto della manifestazione
roseto84
agrigento68
LIOFILCHEM ROSETO: Di Marco ne, Zampogna 12, Mariani ne, Di Emidio 19, Bassi ne, Ruggiero ne, Pastore 11, Amoroso 14, Mraovic, Nikolic 17, Di Carmine 2, Serafini 9. Coach: Quaglia.
MONCADA AGRIGENTO: Grande 14, Cuffaro 8, Bruno 2, Costi 11, Chiarastella 5, Morici 18, Bellavia ne, Peterson 8, Mayer, Lo Biondo 2. Coach: Catalani.
Arbitri: Agnese di Napoli e Berlangieri di Milano.
Note: parziali:17-27, 37-45, 57-55. Fallo tecnico alla panchina di Agrigento. Nessuno è uscito per cinque falli. Tiri liberi: Roseto 11/12 Agrigento 17/22. Tiri da due punti: Roseto 15/30 Agrigento 14/30. Tiri da tre punti: Roseto 9/21 Agrigento 13/29.
ROSETO
Il sogno continua. Con un secondo tempo da grande squadra la Liofilchem Roseto si conquista la possibilità di giocare la sfida decisiva nella final eight di Coppa Italia in corso di svolgimento al Pala Maggetti. Con palla a due alle ore 16,30 i biancazzurri affronteranno Cividale che ha matato Cremona 71-58: in palio l’ambito trofeo che metterà di fronte, tra l'altro, la prima del girone C, la compagine rosetana e quella del girone B, quella friulana. E’ stata una sfida dai due volti con Agrigento che, nel primo tempo, con personalità ha condotto anche con ampio margine dimostrando di essere una delle compagini meglio attrezzate dell’intera serie cadetta. Ma, dopo l’intervallo lungo, è uscita fuori Roseto che, poi, ha vinto a braccia levate concedendo la miseria di 23 punti ai siciliani nel secondo tempo. Nel riscaldamento le prime novità: out Mei, si rivede, in panchina, Ruggiero. I primi venti minuti sono di chiara marca ospite.
Il terzo quarto si apre senza particolari modifiche sostanziali al clichè del primo tempo. Agrigento, con Morici, sale di nuovo a +10 (41-51), ma è un potenziale gioco da tre punti di Zampogna ad accendere gli entusiasmi dei presenti tanto da far cambiare l’inerzia: si apre, infatti, un parziale di 10-0 che porta Roseto ad impattare con i canestri di Amoroso, Di Emidio e Nikolic: 51-51 al 26’. Due tiri liberi di Amoroso consegnano alla Liofilchem il primo vantaggio della contesa quando il tabellone luminoso segna il 29’ (55-53). La partita è cambiata, il pubblico del PalaMaggetti fa, come al solito, la sua splendida parte ed infatti i biancazzurri di casa trovano più consapevolezza nei propri mezzi grazie ad una ritrovata fase difensiva: +5, 62-57 fino al +7, 67-60 del 34’. Energia ed intensità le chiavi che finiscono per tramortire Agrigento che non ha più scampo. Le triple di capitan Di Emidio e quella di Zampogna chiudono i giochi con i sigilli messi da Nikolic, grande sotto le plance ma anche in difesa dove ha annullato o quasi Lo Biondo decisivo nel quarto di finale di venerdì. «Abbiamo affrontato la migliore squadra sino ad oggi», le parole a fine gara di coach Danilo Quaglia, «abbiamo fatto un enorme difficoltà a segnare 84 punti, ma, nel secondo tempo, con grande energia difensiva siamo riusciti a migliorare il nostro gioco riuscendo a trovare velocità e tiri ben costruiti». E oggi l'atto finale. Per continuare il sogno. E rinverdire i fasti del 1998 quando l'allora formazione guidata da coach Trullo raggiunse la finale contro Biella.
Matteo Falzon
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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LIOFILCHEM ROSETO: Di Marco ne, Zampogna 12, Mariani ne, Di Emidio 19, Bassi ne, Ruggiero ne, Pastore 11, Amoroso 14, Mraovic, Nikolic 17, Di Carmine 2, Serafini 9. Coach: Quaglia.
MONCADA AGRIGENTO: Grande 14, Cuffaro 8, Bruno 2, Costi 11, Chiarastella 5, Morici 18, Bellavia ne, Peterson 8, Mayer, Lo Biondo 2. Coach: Catalani.
Arbitri: Agnese di Napoli e Berlangieri di Milano.
Note: parziali:17-27, 37-45, 57-55. Fallo tecnico alla panchina di Agrigento. Nessuno è uscito per cinque falli. Tiri liberi: Roseto 11/12 Agrigento 17/22. Tiri da due punti: Roseto 15/30 Agrigento 14/30. Tiri da tre punti: Roseto 9/21 Agrigento 13/29.
ROSETO
Il sogno continua. Con un secondo tempo da grande squadra la Liofilchem Roseto si conquista la possibilità di giocare la sfida decisiva nella final eight di Coppa Italia in corso di svolgimento al Pala Maggetti. Con palla a due alle ore 16,30 i biancazzurri affronteranno Cividale che ha matato Cremona 71-58: in palio l’ambito trofeo che metterà di fronte, tra l'altro, la prima del girone C, la compagine rosetana e quella del girone B, quella friulana. E’ stata una sfida dai due volti con Agrigento che, nel primo tempo, con personalità ha condotto anche con ampio margine dimostrando di essere una delle compagini meglio attrezzate dell’intera serie cadetta. Ma, dopo l’intervallo lungo, è uscita fuori Roseto che, poi, ha vinto a braccia levate concedendo la miseria di 23 punti ai siciliani nel secondo tempo. Nel riscaldamento le prime novità: out Mei, si rivede, in panchina, Ruggiero. I primi venti minuti sono di chiara marca ospite.
Il terzo quarto si apre senza particolari modifiche sostanziali al clichè del primo tempo. Agrigento, con Morici, sale di nuovo a +10 (41-51), ma è un potenziale gioco da tre punti di Zampogna ad accendere gli entusiasmi dei presenti tanto da far cambiare l’inerzia: si apre, infatti, un parziale di 10-0 che porta Roseto ad impattare con i canestri di Amoroso, Di Emidio e Nikolic: 51-51 al 26’. Due tiri liberi di Amoroso consegnano alla Liofilchem il primo vantaggio della contesa quando il tabellone luminoso segna il 29’ (55-53). La partita è cambiata, il pubblico del PalaMaggetti fa, come al solito, la sua splendida parte ed infatti i biancazzurri di casa trovano più consapevolezza nei propri mezzi grazie ad una ritrovata fase difensiva: +5, 62-57 fino al +7, 67-60 del 34’. Energia ed intensità le chiavi che finiscono per tramortire Agrigento che non ha più scampo. Le triple di capitan Di Emidio e quella di Zampogna chiudono i giochi con i sigilli messi da Nikolic, grande sotto le plance ma anche in difesa dove ha annullato o quasi Lo Biondo decisivo nel quarto di finale di venerdì. «Abbiamo affrontato la migliore squadra sino ad oggi», le parole a fine gara di coach Danilo Quaglia, «abbiamo fatto un enorme difficoltà a segnare 84 punti, ma, nel secondo tempo, con grande energia difensiva siamo riusciti a migliorare il nostro gioco riuscendo a trovare velocità e tiri ben costruiti». E oggi l'atto finale. Per continuare il sogno. E rinverdire i fasti del 1998 quando l'allora formazione guidata da coach Trullo raggiunse la finale contro Biella.
Matteo Falzon
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