Errore tecnico dell’arbitro, il Pescara presenta ricorso

6 Ottobre 2021

La società contesta l’espulsione del portiere Di Gennaro per fallo da ultimo uomo Ma le speranze di ripetere la gara sono poche: ecco cosa prevede il regolamento

PESCARA. Il Pescara ci prova ma, diciamolo subito, le speranze sono quasi nulle. Il legale dei biancazzurri, l’avvocato Flavia Tortorella, ha preannunciato un ricorso in relazione allo svolgimento della gara contro la Reggiana, il cui risultato (2-3) non è stato ancora omologato dal giudice sportivo. L’episodio in questione, considerato dal Pescara errore tecnico, è quello accaduto al 43’ del secondo tempo con Di Gennaro che ha commesso fallo da ultimo uomo in area e il direttore di gara ha concesso il rigore ed espulso il portiere biancazzurro. La tripla sanzione (rigore, espulsione e squalifica per la giornata successiva) è stata ritenuta troppo penalizzante per il portiere e la regola è stata modificata con il cartellino giallo. Resta il rosso se il fallo viene commesso fuori area.
Il regolamento però precisa che il cartellino è rosso anche in area se il fallo, nella discrezionalità dell’arbitro, viene ritenuto antisportivo. Ed è proprio questo passaggio che difficilmente permetterà al Pescara di vincere il ricorso. Sebbene le immagini dimostrino ampiamente come il fallo di Di Gennaro sia “genuino” e quindi da giallo per la nuova regola, è nella discrezionalità dell’arbitro valutarlo antisportivo (come riportato nel comunicato ufficiale, dove però c’è confusione sul minuto dell’espulsione).
In serie A e in serie B con la tecnologia l’arbitro sarebbe stato richiamato e la decisione sarebbe stata corretta. E, se vogliamo dirla tutta, probabilmente sarebbero stati annullati anche i primi due gol della Reggiana per fuorigioco. Sull’episodio in questione però i margini sono limitatissimi per non dire nulli. Il giudice sportivo Stefano Palazzi riceverà il reclamo e poi deciderà.
La Reggiana in una nota ufficiale ha sottolineato che tutelerà i propri interessi in tutte le sedi opportune. Sotto il post della società, non è sfuggito il commento del centrocampista granata Luca Cigarini che ha scritto: «Rigiochiamola che tanto la vinciamo di nuovo...».
Le timidissime speranze dei biancazzurri sono legate all’eventuale (e per niente scontata) convocazione dell’arbitro da parte del giudice sportivo e all’eventuale ammissione dell’errore. Il direttore di gara dovrebbe dichiarare che il fallo di Di Gennaro era genuino.
Difficilissimo per non dire impossibile. Resta il dato oggettivo che i gol della Reggiana erano viziati da fuorigioco e che sull’espulsione l’arbitro ha sbagliato. Se da un lato il ricorso servirà a poco, dall’altro è giusto tenere alta l’attenzione su delle decisioni che stanno penalizzando il Pescara.
Quanto alla squadra, restano da valutare le condizioni dei difensori Frascatore e Drudi alle prese con fastidi muscolari. La loro presenza per il posticipo di Chiavari contro l’Entella è in forte dubbio.
Detto delle palesi sviste arbitrali, restano le altrettanto palesi lacune individuali e tattiche del reparto arretrato che Auteri deve sistemare in tempi strettissimi. Per 70’ minuti contro la Reggiana le cose stavano andando meglio, ma poi non aver trovato la soluzione al nuovo 4-2-3-1 ospite ha vanificato il buon lavoro fatto.
A Chiavari dovrebbe tornare Nzita dal primo minuto, scalpita in avanti Guido Marilungo che a Gubbio non aveva affatto sfigurato mentre torna a essere un rebus Cristian Galano. Non utilizzato per 180’, sarà utile a Chiavari?
Mai come in questa occasione però non conteranno uomini, modulo e bel gioco ma servirà quella concretezza necessaria per fare risultato perché il Pescara ha il sacrosanto dovere di lottare per vincere il campionato.
Enrico Giancarli
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