Errori e assenze, il Pescara si inceppa

A Cittadella ancora decisivi i gol subiti sugli sviluppi di calci da fermo Sul 2-1 sbaglia l’arbitro Pezzuto che non punisce il fallo di Moncini su Ciofani
Una grande occasione evaporata nel pomeriggio soleggiato del Tombolato. Il Pescara cade e perde quota in una classifica più che mai corta nelle zone alti. È quarto a pari merito (44 punti) con il Lecce, scavalcato di una lunghezza dal Verona in attesa dei posticipi. Al Cittadella va tutto bene e bissa il successo di Brescia, scalando posizioni in zona play off. Ai biancazzurri tutto male. In primis pagano a caro prezzo le assenze, in particolare quelle di Brugman e Marras. Troppe per una squadra come il Pescara che si ritrova a lottare per la serie A inaspettatamente. Sarebbe servita la tecnica dell’uruguaiano per dare ordine al gioco di una squadra scesa in campo con l’atteggiamento giusto, ma povera di qualità nello sviluppo della manovra. Altra causa della sconfitta è la precarietà della difesa sui calci da fermo. Un film già visto. Nel primo tempo, chiuso 3-1, arrivano due reti del Cittadella sugli sviluppi di corner. Le carenze dei biancazzurri sono evidenti, ma vanno aggiunti gli errori dell’arbitro Ivano Pezzuto, 35 anni, agente di commercio della sezione di Lecce. Incredibile non fischiare il fallo dell’attaccante Gabriele Moncini su Ciofani nell’azione del 2-1. Un fallo netto, eppure Pezzuto e i suoi collaboratori fanno finta di niente. È tutta la direzione di gara che penalizza il Pescara, dall’eccessiva tolleranza per il gioco fisico dei granata fino alla gestione dei cartellini.
Pezzuto a tratti dà la sensazione di avere un occhio di riguardo per il Cittadella. Non può sfuggire (soprattutto ai tifosi che si lamentano sul web) l’origine salentina di Pezzuto, visto che il Lecce è una delle dirette concorrenti dei biancazzurri. Proprio il Lecce all’andata si era lamentato della designazione di Di Paolo di Avezzano per Pescara-Lecce; ora Pezzuto di Lecce che penalizza chiaramente il Delfino. Sul banco degli imputati non solo l’arbitro, anche il designatore Emidio Morganti di Ascoli Piceno. Tanto più che Pezzuto non è nuovo a certe prestazioni contestate. Caccia alle streghe? Chissà...
Il 4-1 è un risultato severo per il Pescara. Esagerato per quanto visto in campo. Di certo, non è fortunato negli episodi. Dal diagonale di Mancuso, all’8’, che chiama Paleari alla grande deviazione, al liscio nella propria area di rigore dello stesso attaccante, al 20’, che dà il là alla rete dell’eterno Iori (martedì compirà 37 anni) che sblocca il risultato. Nell’azione anche un fallo su Fiorillo che Pezzuto non vede. Il Pescara reagisce con orgoglio, lo trascina Memushaj che, al 25’, confeziona l’assist su punizione per il colpo di testa vincente di Scognamiglio. I biancazzurri danno la sensazione di essere in partita e di potersela giocare nonostante le assenze, anche se non sfuggono l’evanescenza di Sottil e la giornata storta di Bruno. Pesano le assenze. Il Cittadella ha fame e corre, sui calci da fermo è letale. E al 32’ gli dà una mano Pezzuto che non vede o fa finta di non vedere l’evidente fallo di Moncini che si libera di Ciofani sugli sviluppi di un angolo e schiaccia in rete infilando Fiorillo. È l’episodio che dà la svolta alla gara. Al tramonto del primo tempo ecco il 3-1. Perde palla Bruno in uscita e innesca la ripartenza del Cittadella con Moncini (al sesto gol da gennaio) che fa il comodo suo in area davanti a Ciofani. Nella ripresa il Pescara ci prova, ma quella granata è una squadra organizzata e ruvida. Non disdegna il gioco duro avallato dall’arbitro salentino. Entrano Del Sole e Capone, rispettivamente, per Sottil e Monachello. Poi tocca a Bellini per Crecco. Tutti all’attacco, ma la squadra di Pillon non sfonda, perché manca qualità nelle giocate. Anzi, alla fine, arriva il 4-1 di Proia. C’è il tempo per il giallo a Mancuso che salterà la sfida di venerdì sera con il Cosenza in casa. Piove sul bagnato nel Pescara, mentre il Cittadella si conferma bestia nera.
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