ERRORI E CONFUSIONE A TUTTI I LIVELLI, ALTRO CHE MOVIMENTI ERRATI!
La sensazione è che questo Pescara non possa tenere fede alle promesse della vigilia. Non sembrano esserci le basi. Dopo la seconda giornata di ritorno, è qualcosa più di una sensazione. Di serie A e...
La sensazione è che questo Pescara non possa tenere fede alle promesse della vigilia. Non sembrano esserci le basi. Dopo la seconda giornata di ritorno, è qualcosa più di una sensazione. Di serie A e di lotta promozione hanno parlato tutti dal febbraio scorso a oggi per mitigare il trauma di una stagione disastrosa, quella del ritorno in B dopo la fugace apparizione nella massima serie: da Sebastiani a Zeman, passando per i giocatori. E, invece, questo Pescara non potrà che ambire alla qualificazione ai play off. Lotterà per il settimo o l’ottavo posto, ma non può andare oltre. Per i primi cinque posti è fuori concorso. E’ troppo discontinuo, per via di tutte quelle problematiche enunciate dall’inizio della stagione.
In primis, perché è una squadra che non è zemaniana seppur allenata da Zeman. Non ha personalità per ambire ai primi posti; non ha qualità per lottare per la promozione diretta, men che meno la forza di carattere. E’ l’eredità di una stagione, quella della retrocessione dalla serie A, di cui non si finisce mai di pagare il conto. E’ un compromesso, non è né carne né pesce. Ci sono tanti di quei giocatori in rosa che non se ne capisce il motivo. La sensazione (eufemismo!) è che Zeman non senta suo questo Pescara. Lo si capisce da come ne parla. Quasi con distacco, come se non fosse lui l’allenatore. Arrivare a dire, dopo la 23ª giornata, che gli esterni d’attacco non fanno bene i movimenti è grave, tanto più se gli esterni sono quelli titolari di inizio stagione, Mancuso e Capone. E’ lui l’allenatore, mica un altro! E poi il rimprovero dei tanti cross inutili e la necessità di mettere Cappelluzzo per sfruttarli. Un doppio errore: è il tecnico a dover spiegare ai giocatori che bisogna evitare i cross; e il tecnico non può adeguarsi a ciò che non condivide, mettendo un centravanti abile nel gioco aereo. A scanso di equivoci con Cappelluzzo al posto di Pettinari non è aumentato il peso offensivo, al contrario!
C’è tanta di quella confusione attorno al pianeta Pescara che basterebbe la metà. In porta il titolare doveva essere Pigliacelli, poi, cammin facendo, Zeman lo ha messo da parte e ha scelto Fiorillo; il centravanti doveva essere Ganz, ma in pratica non ha mai giocato, malgrado lo avesse voluto proprio Zeman in estate. E Pettinari ha avuto prima un inizio esplosivo e poi da un mese e mezzo è all’asciutto.
Qualcuno sa chi è il regista del Pescara? Il titolare di Zeman è Proietti, anche se molti vedono Brugman come play ideale. Durante la stagione hanno giocato in mezzo anche Kanoute e Carraro. In pratica, la spina dorsale della squadra non si è mai formata. Questo tanto per rendere l’idea dei tentativi andati a vuoto di dare un’identità al Pescara. In questi casi non esiste una verità, men che meno un colpevole. Però, tutti contribuiscono a generare confusione. Anche un pizzico di sfortuna: Falco non fa in tempo ad arrivare in biancazzurro che già finisce in infermeria. Ricorda Bovo dell’anno scorso, anche lui passato prima all’esame dello staff medico e poi a quello del campo. E che dire di Balzano che è tornato in riva all’Adriatico e finora ha collezionato un solo gettone di presenza? O lo stesso Campagnaro che a quasi 38 anni ha fatto il suo debutto stagione in campionato? Non c’è una rotta ben precisa, si procede a tentativi. Un po’ come la squadra in campo.
La speranza è che a fine stagione arrivi il conto della sciagurata stagione della serie A. E che si proceda a un reale e definitivo repulisti. A tutti i livelli. Quello che non è avvenuto la scorsa estate per un errore programmatico.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

