Errori e nervi tesi, Donnarumma diventa un caso

16 Giugno 2022

La parabola del portiere protagonista in negativo dell’Italia battuta dalla Germania in Nations League

ROMA. Quando poco meno di un anno fa decise di lasciare il Milan, il club dove era cresciuto e che lo aveva lanciato nell'orbita del grande calcio, in pochi si stracciarono le vesti. E non solo per una questione di soldi. Il bilancio, insomma, c'entrava poco in quell'addio a Gianluigi Donnarumma che, con l'impassibilità di un esperto pararigori, attraversò le Alpi e la Francia da sud a nord, andando ad accasarsi al Psg. E dire che il Milan si era pure svenato, almeno negli intenti, offrendo al giovane portiere - allora assistito da Mino Raiola - 8 milioni netti a stagione per almeno un quadriennio, mentre l'agente del guardiapali di origini campane di milioni ne pretendeva una dozzina a stagione. Paolo Maldini, uomo di calcio acuto ed esperto dice semplicemente «no». Morale: il Milan dà il benservito a Donnarumma, il Paris Saint-Germain lo accontenta e l'allenatore Pochettino decide di relegarlo in panchina. È giovane e, per vederlo in campo, ci sarà tempo. Il collega di reparto, il costaricano Keylor Navas, è più affidabile ed esperto: per Gigione nostro sono tempi duri. La porta milanista viene affidata al francese Maignan che contribuisce - parata dopo parata - alla conquista dello scudetto dei rossoneri. Il suo contratto? 2,8 milioni a stagione. Quanti tifosi del Milan oggi riprenderebbero Donnarumma? Di lui nessuno quasi si ricorda più, se non per i suoi errori del passato. È il destino di ogni portiere essere ricordato più per un errore che per una parata. Per dirla alla Albertosi, «un errore provoca il gol, ed entra nel tabellino della partita, parare è il mestiere di un portiere. Normalità, routine». Donnarumma fa (spesso) panchina in Francia e in Champions, si fa notare contro il Real Madrid per essersi fatto sradicare il pallone da Benzema, che poi lo trafigge (con un fallo secondo Donnarumma, non secondo l'arbitro). È l'inizio della fine del Psg, eliminato dal Real Madrid dalla Champions. Martedì sera l'ultimo incidente con il pallone fra i piedi e la conseguente polemica (gratuita) nell'intervista del dopopartita con l'inviata Rai. Prima della Germania altre distrazioni erano costate care in quel caso al Milan.