Esoneri dei tecnici, serie A da primato

23 Dicembre 2019

Sono già otto (come in Premier League), in arrivo il nono. Fa peggio solo il Brasile

I presidenti italiani, quei “mangiallenatori”. Il calcio scatena nel Paese 4 volte campione del mondo passioni infinite e non ne sono certo immuni coloro che decidono le sorti di un club e quindi anche di chi lo allena. Così la serie A è primatista di esoneri in Europa, con otto cambi di panchina allo scoccare della 17ª giornata (e potrebbe arrivare il nono, vista la traballante posizione di Thiago Motta al Genoa), uno in più rispetto alla scorsa stagione quando dopo 17 turni di campionato gli esoneri erano stati sette. Preziosi, Cellino, Zamparini, Gaucci e prima ancora Rozzi e Anconetani sono diventati popolari a forza di cacciare allenatori e non è facile trovare loro emuli nei campionati dei Paesi calcisticamente più progrediti. A meno di varcare gli orizzonti continentali e spingersi fino in Brasile, dove il valzer delle panchine è frenetico e complicato dal fatto che, nel corso della stessa stagione, un tecnico può passare da una panchina all'altra, come in Germania e Inghilterra. In Brasile gli esoneri si susseguono per tutto l'anno solare, perché passione e rabbia sono tali che basta non azzeccare un campionato “estadual”, ovvero regionale, per essere cacciati senza attendere l'inizio del “Brasilerao”. Non a caso, accanto ai cinque esoneri del torneo nazionale va collocata la raffica di quelli avvenuti a causa delle delusioni nei tornei locali che portano i numeri a cifre record.
A fare concorrenza alla serie A in Europa è la Premier League, dove non è più di tempo di legami ultradecennali come quelli tra Ferguson e il Manchester Utd o tra Wenger e l'Arsenal. Forse perché a possedere i club sono arrivati molti imprenditori stranieri, con meno pazienza dei loro omologhi british, e quindi le vecchie abitudini stanno andando perse. Così ci sono stati a oggi otto cambi di panchina, come in Italia, con la differenza che in due casi si tratta di avvicendamenti con tecnici “ad interim” messi lì in attesa della scelta del nuovo allenatore. Insomma, “bandiere” come Duncan Ferguson per l'Everton e Fredrik Ljungberg per l'Arsenal sapevano fin dall'inizio di essere lì a tempo e infatti da oggi faranno ufficialmente spazio a Carlo Ancelotti e Mikel Arteta.
Il sangue caliente spagnolo non si riflette, almeno per ora, a livello di presidenti della Liga. Infatti gli esoneri sono stati cinque, due dei quali nello stesso club, il Leganes in lotta per la salvezza. Sei gli avvicendamenti in Bundesliga (compreso il Bayern, società che cambia spesso tecnico pur vincendo molto). Più tempo per lavorare ai tecnici viene concesso in Francia, visto che in Ligue 1 sono stati solo tre gli “head coach” cacciati più uno, Halilhodzic a Nantes, andato via prima dell'inizio del campionato.