Esposito consegna il Giulianova al sindaco

18 Dicembre 2014

Serie D, il presidente giallorosso: «Nessun aiuto per i debiti pregressi». A Chieti Bellia constestato

GIULIANOVA. Clamoroso a Giulianova: Antonio Esposito riconsegna la squadra al sindaco. Il presidente giallorosso è stato di parola: «Se entro sette giorni nessuno si farà avanti per darci una mano, sarò costretto a consegnare le chiavi della società al primo cittadino», aveva detto una settimana fa, lamentandosi per i debiti lasciati dalla vecchia società che non avrebbe rispettato gli accordi presi. Detto, fatto. L’ultimatum è scaduto ieri, nessuno si è fatto avanti ed Esposito ha gettato la spugna, scrivendo una lettera al sindaco Francesco Mastromauro. «Individuando in lei in qualità di primo cittadino una figura di garanzia indiscussa», scrive Esposito, «riconsegniamo il titolo sportivo del Giulianova calcio nelle sue mani mettendo a disposizione l’interezza delle quote societarie in nostro possesso». Oggi, alle 15.30, Esposito parlerà in conferenza stampa allo stadio Fadini e spiegherà le sue ragioni. Ma il patron giallorosso è già stato chiaro. «Oggi (ieri per chi legge, ndc) scade l’ennesimo termine che ci eravamo prefissati per poter dare una soluzione alla spinosa questione dei debiti pregressi del Giulianova e, nello specifico, alle numerose vertenze economiche dei vecchi tesserati che continuano ad arrivare in sede. Avevo sperato che il mio accorato appello alla classe imprenditoriale cittadina potesse consentire di continuare nel progetto che avevamo impostato pochi mesi fa, ma evidentemente ero in errore. Nell’arco di questa settimana, infatti, gli imprenditori che mi hanno contattato per offrire il proprio aiuto alla squadra si quantificano nella rispettabilissima cifra di zero. Avremmo potuto, viste le manifeste violazioni delle clausole contrattuali stipulate, restituire le quote alla vecchia proprietà ma abbiamo preferito agire diversamente». Anche a Chieti la situazione non è delle migliori con gli ultrà che continuano a contestare la società. Nella notte di martedì, allo stadio Angelini, sono apparsi nuovi striscioni contro il presidente Bellia, rimossi ieri mattina. «Una curva vuota, una tifoseria che ti contesta: altro che piccola fetta, una città intera ti disprezza. Sciacquati la bocca quando parli della Volpi. Bellia vattene», il messaggio scritto dagli ultrà Ottantanove Mai Domi, che da più di un mese disertano lo stadio e chiedono alla società di farsi da parte. Ieri, intanto, è arrivato l’attaccante argentino Franco Caraccio.

Il giudice sportivo. Nessuna stangata sulla Jesina: solo una giornata di squalifica per Giovanni Ricci, vice allenatore dei marchigiani, che aveva calciato volontariamente un pallone dalla panchina per ostacolare un’azione di contropiede dell’Amiternina. Un turno di stop per Raparo del Giulianova e D’Adamo del Celano.

Giammarco Giardini

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