Esposito del Chieti verso il Pescara

8 Maggio 2015

I neroverdi ad Agnone costretti a rinunciare anche a Di Pietro

CHIETI. Il Pescara vuole Vittorio Esposito. Tra la società biancazzurra e il fantasista del Chieti c'è stato più di un contatto. Giorgio Repetto, dg del Delfino, è un grande estimatore di Esposito e lo sta seguendo. Per il 27enne attaccante di San Martino in Pensilis, che in neroverde sta vivendo la migliore stagione della sua carriera con 17 gol realizzati, sembra essere arrivata la grande occasione e quella con il Pescara sarebbe la prima esperienza nei professionisti. La trattativa è avviata, ma se ne riparlerà a campionato concluso perché il Delfino adesso è in piena lotta per i play off. La stagione di Esposito, a meno che la squadra teatina non faccia gli spareggi, sembra essere già finita perché l'attaccante salterà l'ultima giornata, la trasferta di Agnone, per infortunio insieme a Maschio e Placidi e allo squalificato Prinari. Ma la novità delle ultime ore è che anche Andrea Di Pietro rischia di non partire per il Molise: il centrocampista è tornato a casa per problemi familiari e difficilmente sarà a disposizione. In preallarme c'è Mimmo Esposito. Per il Chieti quella di domenica è la partita più importante della stagione: vale i play off. Il tecnico Ronci sta curando tutti i dettagli e ha portato la squadra ad allenarsi sul campo stretto e in erba sintetica di Bucchianico che è simile a quello del Civitelle di Agnone. L'altra abruzzese che sogna i play off è il San Nicolò che deve espugnare il Polisportivo di Civitanova Marche e augurarsi che il Chieti perda o pareggi ad Agnone. La società rossoblù ha deciso di fissare a un euro il prezzo dei biglietti. L'Amiternina ha un piede e mezzo nei play out, ma per la salvezza diretta c'è ancora una possibilità: vincere con la Fermana e sperare in una sconfitta di una tra Termoli e Recanatese. «Spero che il campionato non venga falsato e non ci siano risultati strani dagli altri campi», dice il tecnico aquilano Vincenzino Angelone, «perché tutte le squadre, anche quelle già salve, hanno giocato con noi la partita della vita». (g.g.)

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