Estroso e sopra le righe, addio a Lucianone Gaucci

È morto a Santo Domingo l’81enne ex presidente del Perugia degli anni Novanta Squalifiche, condanne, affari e promozioni: storia di un dirigente mai banale
PERUGIA. È morto ieri a 81 anni, compiuti lo scorso 28 dicembre, nella sua abitazione di Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana, Luciano Gaucci, storico presidente del Perugia calcio. Una giornata triste per tutto il calcio umbro di cui il presidente è stato grandissimo protagonista della rinascita dopo i fasti del Perugia dei Miracoli. Fu tra i personaggi più caratteristici ed estrosi della storia del calcio.
Dopo l’esperienza come vicepresidente della Roma di Dino Viola, Gaucci rimase alla guida del club umbro per oltre 13 anni, dopo averlo acquistato il 7 novembre del 1991 per due miliardi di lire, mentre stava “vivacchiando” in C, sino a portarla a giocare in Coppa Uefa, vincendo l’Intertoto. La sua esperienza con il calcio si chiuse con il fallimento del Perugia, che non riuscì nel 2005 ad iscriversi alla serie B e da allora Gaucci scelse di rifugiarsi da latitante nella Repubblica Dominicana, per non rispondere all’accusa dell’associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta che l’aveva visto coinvolto con i figli Riccardo (oggi presidente del Floriana, a Malta) e Alessandro (che svolge l’attivitá di mediatore nel calcio), anche loro coinvolti nella gestione del Perugia. Da latitante Gaucci patteggiò la pena di tre anni, non scontata grazie all’indulto. Prima di entrare nel calcio, Gaucci aveva operato come imprenditore attraverso “La Milanese”, un’impresa di pulizie creata a Roma, alla quale aveva affiancato anche una scuderia ippica. Proprio attraverso i cavalli si ricordano di lui uno dei suoi più grandi affari, avendo acquistato un purosangue irlandese di nome Tony Bin per la somma di 12 milioni di lire e rivenduto (dopo aver guadagnato circa tre miliardi di lire di premi) per la somma di sette miliardi di lire. Anche nel calcio fecero scalpore tanti affari, con giocatori sconosciuti acquistati e poi rivenduti con grossi guadagni, tra i quali il giapponese Nakata. Ma si ricorda anche l’ingaggio nella stagione 2003-2004 del figlio del colonnello Gheddafi, Saadi, che indossò una sola volta la maglia del Perugia in campionato, contro la Juventus, di cui all’epoca era socio attraverso la Tamoil, compagnia petrolifera di famiglia.
Gaucci divenne celebre anche per la facilità con la quale esonerava allenatori e per i ritiri punitivi alla squadra dopo le sconfitte. Con il Perugia ottenne una promozione dalla C1 alla serie B nel 1994, due promozioni dalla B alla serie A (1996 e 1998), più una promozione in serie B revocata per illecito sportivo al termine del campionato 1992-1993, che costò tre anni di squalifica al presidente. Oltre al Perugia, negli stessi anni Gaucci divenne anche proprietario della Viterbese (dal 1997 al 2000 con una promozione in C1), che fece guidare in panchina anche da Carolina Morace, prima donna alla guida dei una squadra professionistica maschile e subito licenziata per mancanza di risultati, Catania (dal 2000 al 2004 con una promozione in B) e la Sambenedettese (dal 2000 al 2004 con 2 promozioni dalla serie D alla C1). Gaucci ha fatto parlare di sè anche per la sua relazione sentimentale con Elisabetta Tulliani, conosciuta in quanto compagna di scuola del figlio Alessandro, e nel frattempo diventata compagna di Gianfranco Fini.
Claudio Delli Bussi

