Età media di 23 anni, la più pagata è Bosetti

20 Ottobre 2018

Quattro italiane di seconda generazione in un roster il cui ingaggio complessivo è di circa 1,2 milioni

YOKOHAMA (GIAPPONE). Paola, Miriam, Sylvia, Ofelia, Anna, Cristina soffrono, giocano e vincono. Insieme. A diecimila chilometri di distanza dall'Italia e dalle polemiche che, puntuali, fanno seguito a un risultato sportivo di un azzurro misto di italiani di seconda generazione, il sogno della pallavolo femminile ha nomi e volti della Egonu, della Sylla, della Malinov, della Chirichetti. «Ma pensate che quando ci alleniamo o stiamo in camera tra noi pensiamo “tu sei bianca, tu sei nera”?», diceva un paio di giorni fa Miriam Sylla, palermitana nata da genitori ivoriani. Anche ieri che gli applausi in arrivo da Roma fino a Yokohama girano attorno al valore “sociale” di una nazionale multietnica (anche se le tre colored sono tutte nate in Italia e la “bulgara” Malinov a Bergamo), le azzurre finaliste al Mondiale in Giappone pensano all’unisono. 14 storie differenti: c'è quella di Paola Egonu, nata a Cittadella da genitori nigeriani. C'è Miriam Sylla, nata a Palermo perché in Sicilia erano appena sbarcati i suoi genitori ivoriani e cresciuta in provincia di Lecco. C'è Ofelia Malinov, nata a Bergamo e figlia dell'allenatore bulgaro Atanas Malinov e della ex pallavolista Kamelia Arsenova. C'è Silvia Nwakalor, altra italiana di seconda generazione. Tutte cantano l'inno di Mameli e hanno il tricolore stampato nel cuore.
Giocano tutte in Italia e, nel roster delle 14 al Mondiale, la più pagata è Lucia Bosetti, 29 anni: milita nella Savino Del Bene Scandicci e ha uno stipendio da 200mila euro netti all'anno. La nostra stella, invece, Paola Egonu, festeggerà il suo 20° compleanno a dicembre. Per lei si prospetta un futuro dorato: ha un contratto biennale con la Igor Novara da 150mila euro netti all'anno, ma al termine della stagione 2018-2019 ha un'opzione per lasciare Novara attraverso una way-out bassa, inferiore ai 50mila euro. Per lei sono pronte offerte importanti. Basti pensare a quanto guadagna Zhu Ting, la fortissima cinese, al VakifBank Spor Kulübü, squadra di Istanbul: 1 milione e 300mila euro a stagione. Roba forte: le sta dietro solo Tijana Boškovic, temibile serba che affronteremo in finale, e che guadagna 700mila euro all'anno all'Eczacibaci Spor Kulübü, altro team di Istanbul. Sommando gli ingaggi nei club delle pallavoliste della nostra nazionale si arriva ad una cifra vicina al milione e 200mila. Meno di quanto prende in un anno la cinese Zhu, dunque. Il coach Mazzanti ha uno stipendio da 100mila euro a stagione.