Ettorre: «La vela sport per il rilancio»

Il giuliese neopresidente della federazione italiana svela i suoi programmi
GIULIANOVA. Francesco Ettorre di Giulianova, a 46 anni, è il più giovane presidente della Federazione Italiana Vela e il primo non ligure. Già questa annotazione rende maggiore merito alla sua elezione, raggiunta grazie al suo impegno costante a stretto contatto con la base.
«Voglio coinvolgere le società e il territorio per risolvere i problemi reali della vela, che va promossa e fatta conoscere come sport accessibile a tutti, non di élite. L’obiettivo è di allargare la base dei praticanti per aspirare poi a grandi risultati anche olimpici. Per questo occorrono grossi investimenti e reperimento di risorse in aiuto alle società. La mia elezione è un successo dell’Abruzzo, e ne sono molto orgoglioso. Mi metto a totale disposizione della mia regione e della mia città, Giulianova, perché la vela sia considerata turismo, nautico e sportivo. Mi auguro che le amministrazioni colgano le opportunità per il rilancio della nostra costa in tal senso».
Ettorre considera la sua promozione da vice a presidente come «il coronamento del sogno di ogni dirigente. Sono stato eletto quasi con un plebiscito. Significa che ho lavorato nella direzione giusta. Mi hanno fatto piacere i complimenti del presidente del Coni Malagò». Il neopresidente della Federvela ricorda di essere cresciuto nel Circolo Nautico “V. Migliori” di Giulianova, «un’ottima palestra. Ho iniziato da regatante del suo guidone prima di diventare istruttore della nazionale che mi ha portato fuori. Auspico che il circolo possa avere altri validi atleti e sia di grande supporto alla città intera». E dire che la sua passione per il mare «è nata spontanea, i miei genitori non sono mai saliti su una barca. E questo significa che non ho subìto influenze o spinte esterne, neanche nella mia carriera». Interista come il papà (la mamma è juventina) ha seguito il Giulianova, ma confessa di non essere grande appassionato di calcio. Da 10 anni ha imparato a conciliare il lavoro di commercialista e gli incarichi federali «sacrificando tutto il resto dopo la famiglia, il lavoro e la federazione». La sua elezione ha una dedica: «A mia moglie e mio figlio di 10 anni, e ai miei genitori che hanno sostenuto e condiviso i miei sacrifici». Cresciuto in una famiglia titolare di sale cinematografiche a Giulianova, in quale film si vedrebbe protagonista? «Un film d’avventura».
Ludovico Raimondi
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