Fair play ecco i club più corretti

23 Gennaio 2017

La famiglia Di Francesco, che da qualche anno gestisce dal campo (il papà Francesco) e dalla scrivania (il figlio Oreste) il Cupello (Eccellenza), ha nella Coppa Disciplina uno dei principali...

La famiglia Di Francesco, che da qualche anno gestisce dal campo (il papà Francesco) e dalla scrivania (il figlio Oreste) il Cupello (Eccellenza), ha nella Coppa Disciplina uno dei principali obiettivi di stagione. Che va di pari passo con l’altro fondamentale traguardo: la permanenza in una categoria faticosamente conquistata.

«È vero», conferma Di Francesco Junior, «e condiziona anche le nostre scelte estive. Al momento di scegliere i giocatori da ingaggiare, oltre al profilo squisitamente tecnico, guardiamo anche l’aspetto caratteriale. Con noi i tesserati dal “cartellino facile” durano poco, e chi arriva a vestire questa maglia, sa in partenza come deve comportarsi».

Non è un caso se le ultime due edizioni del trofeo sono state vinte proprio dalla società rossoblù, scalzando dal trono il Pineto, sino ad allora incontrastato protagonista del Coppa, che premia il club più corretto.

«L’avere interrotto una simile egemonia», sottolinea il presidente del sodalizio dell’Alto Vastese, «è un ulteriore motivo di vanto per noi, essendo ben nota la correttezza e la cultura sportiva del club di Silvio e Renato Brocco, con i quali intratteniamo ottimi rapporti di amicizia e stima reciproca». E pure l’annata in corso sembrerebbe promettere bene, da questo punto di vista: il Cupello, infatti, risulta al momento in testa anche nella graduatoria (provvisoria) relativa alla stagione attuale.

E senza la temibile concorrenza del Pineto, promosso l’estate scorsa in serie D, i presupposti per centrare un entusiasmante triplete sembrano esserci tutti. Un primato che, classifica alla mano, solo le teramane potrebbero mettere in discussione, visto che oltre all’Alba Adriatica, che insegue staccata poco più di un punto, nelle posizioni successive figurano Montorio, Morro d’Oro e Virtus Teramo.

«Il campionato è lungo e per mantenere questa posizione bisognerà continuare così: in campo e sugli spalti». In effetti, a leggere con maggiore attenzione i numeri, si vede come i punti di penalizzazione accumulati dai rossoblù siano esclusivamente frutto dei cartellini (gialli e rossi) rimediati dai propri atleti, dato che dirigenti, società (sotto forma di multe) e allenatore non hanno subìto alcun provvedimento disciplinare.

Particolare di cui tenere conto, specie adesso che il 36enne Oreste di Francesco è entrato a far parte del consiglio direttivo del Comitato regionale della Figc. «Una responsabilità in più», ribadisce lo stesso presidente uscente del Cupello, «che assumo volentieri, non prima di aver ringraziato per la fiducia il presidente Daniele Ortolano, che mi ha voluto nella sua squadra».

Stefano De Cristofaro

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