Fantavittorio Esposito il talento pronto per i professionisti

CHIETI. La vita gli ha tolto tanto, ma gli ha regalato un dono prezioso: il talento. Genio e sregolatezza. Ecco chi è Vittorio Esposito. Per il Chieti è un lusso, per la serie D soprattutto....
CHIETI. La vita gli ha tolto tanto, ma gli ha regalato un dono prezioso: il talento. Genio e sregolatezza. Ecco chi è Vittorio Esposito. Per il Chieti è un lusso, per la serie D soprattutto. L’attaccante molisano ha iniziato a giocare per strada. Ma i primi calci non li ha dati a un pallone. Esposito palleggiava con i limoni al muraglione, al centro di San Martino in Pensilis, piccolo paese del Molise, dove ogni volta che torna è una festa. Lì Vittorio è un idolo, lo chiamano il Messi dei poveri. Cresciuto nel settore giovanile del San Martino con Leo Tanga, le sue doti non passano inosservate. A tredici anni, mentre gioca nei Giovanissimi regionali, un osservatore lo segnala alla Juventus. Vittorio parte con il papà, va a San Martino di Castrozza dove indossa la maglia bianconera in un torneo giovanile. Dribbling, tunnel, assist, gol. Esposito fa innamorare la Vecchia Signora. La Juve manda un fax al San Martino: "Lo vogliamo prendere". Ma il talento molisano è ancora piccolo e fa saltare il trasferimento perché non vuole allontanarsi da casa. Un anno dopo, è fatta con il Bari. Esposito si allena con i galletti, firma il contratto ma vuole stare vicino alla famiglia e decide di tornare a San Martino. Passa un altro treno. Giorgio Perinetti lo vuole portare al Napoli e chiama Leo Tanga. Ma Esposito dice no: vuole giocare vicino casa. Mafalda, Campobasso, Petacciato, Termoli: il genio del calcio si spreca nei campi dilettantistici. Ma lui è felice così: «Gioco per divertirmi». Tre anni fa la vita gli ha portato via il papà, ma non il talento. Fantavittorio, come lo chiamano gli amici, fa sognare anche l’Abruzzo: per Vasto Marina, Sulmona e Giulianova ogni domenica è uno spettacolo con il numero 10 in campo. In estate il presidente Walter Bellia, il ds Omar Trovarello e il procuratore Roberto Turco lo “regalano” ai tifosi del Chieti. E, oggi, soprattutto i bambini, stravedono per quel folletto con il codino. Perché Vittorio è anche un campione di fair play. Quando indossava la maglia del Termoli, nei quarti di finale di coppa Italia con la Torres, sbagliò volontariamente un rigore che non c'era. Con il Chieti ha segnato 13 gol, di cui 7 su rigore. Si, perché spesso i difensori sono costretti a fermarlo con le cattive. Degli assist che ha regalato ai compagni s’è perso il conto. «Ho il Chieti nel cuore, ho trovato un gruppo fantastico». Ma qui è solo di passaggio. A 27 anni Esposito ha cambiato testa. «In passato ne ho combinate tante, ma adesso non sono più un ragazzino e sono pronto per il salto di categoria». Non di una, ma forse di due perché molte squadre di serie B sono sulle sue tracce. E, stavolta, pure se in ritardo, su quel treno Esposito vuole salirci.
Giammarco Giardini
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