Farelli para le critiche: «Ci vuole equilibrio nei giudizi»

1 Febbraio 2019

Il portiere del Delfino: «Siamo terzi grazie all’entusiasmo e alla forza del gruppo, non roviniamo tutto»

PESCARA. In attesa che si presenti l’occasione per il debutto, si è fatto apprezzare per le sue doti di uomo spogliatoio e di affidabile e stimolante compagno negli allenamenti. Il terzo portiere del Pescara, Simone Farelli, racconta i suoi primi quattro mesi in riva all’Adriatico nel corso di una diretta Facebook disponibile sul sito www.ilcentro.it.
Il Delfino è terzo, ma i due pareggi di fila hanno fatto storcere un po’ il naso ai tifosi biancazzurri. In particolare, quello di domenica scorsa al Picchi, dove la squadra ha subìto l’iniziativa del Livorno senza creare mai pericoli agli avversari. «Sarebbe da ipocriti non ammettere le difficoltà che abbiamo avuto», afferma Farelli che nel pomeriggio si è infortunato in allenamento (sospetta frattura del setto nasale), «però era importante portare a casa un risultato positivo. Il nostro è un gruppo forte e sa gestire le pressioni, però ci sono anche tanti giovani che hanno bisogno di entusiasmo per dare il massimo. Per questo motivo, andare a cercare il pelo dell’uovo potrebbe creare piccoli problemi». Farelli sa che la seconda parte del torneo presenterà insidie enormi. «Nel girone di ritorno tutte le partite diventeranno più complicate. Siamo terzi grazie alla forza del gruppo. Nel calcio purtroppo non c’è equilibrio. Anche dopo la sconfitta di Verona sembravano esserci venti di crisi, invece abbiamo battuto Venezia e Salernitana».
Sulla lotta per la promozione, Pillon è stato chiaro: “Non illudiamo nessuno”, ha detto il tecnico a Livorno. «Ha ragione. L’obiettivo iniziale era la salvezza, ora siamo terzi ma questo non deve esaltarci. Evitiamo voli pindarici, facciamo un passo per volta e poi magari ci sarà l’occasione per sognare qualcosa di grande. Alzare le aspettative può essere controproducente».
Domenica lo scontro diretto contro il Brescia del capocannoniere della B Alfredo Donnarumma. «Magari arrivasse solo lui», scherza Farelli, «Donnarumma questa categoria la fa ad occhi chiusi, ma il Brescia ha tanti altri calciatori forti e un allenatore preparato, Corini, che ho avuto a Novara l’anno scorso».
Diplomatico e sicuro di sé, a breve prenderà la laurea in Scienze della comunicazione. Il 36enne portiere romano studia a Napoli, città di origine della moglie, Selvaggia, figlia del compianto ex patron del Siena Paolo De Luca. Simone lavora agli ordini del preparatore dei portieri Gabriele Aldegani, gomito a gomito con Vincenzo Fiorillo e Elhan Kastrati. «Sì, in effetti il mio è un compito particolare», spiega Farelli, «un portiere già fa fatica ad accettare il ruolo di secondo, figuriamoci quello del terzo. Ma il contributo alla squadra si dà anche impegnandosi durante la settimana. Quando tutti danno il massimo si alza il livello di intensità degli allenamenti. E poi non sai mai quando verrai chiamato in causa, ecco perché bisogna impegnarsi costantemente per farsi trovare pronti in caso di necessità».(g.t.)
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