Favo: «Questo risultato ci penalizza troppo»

L’abruzzese Mecomonaco allena i marchigiani: «Non era facile vincere qui, bravi a soffrire»
VASTO. È chiaro che nessuno era autorizzato a pensare che in soli cinque giorni Massimiliano Favo potesse rivitalizzare una squadra in piena crisi d’identità. Com’è altrettanto chiaro che la crisi di risultati che sta attraversando l’undici del presidente Franco Bolami (soli tre punti nelle ultime sei giornate di campionato) preoccupa non poco tutto l’ambiente biancorosso. Nessuno, però, avrebbe mai immaginato un inizio così in salita del nuovo corso biancorosso, sotto di due gol dopo soli 12’. In sala stampa il neo-allenatore della Vastese, da uomo navigato qual è, non si scompone più di tanto e analizza pregi e difetti della prestazione dei suoi.
«Abbiamo pagato a caro prezzo l’inizio tutto in salita», ha sottolineato, «nel corso del quale potevamo e dovevamo fare più attenzione. Non è piacevole partire con un handicap di due reti. Poi la squadra ha giocato una discreta gara, ha reagito, ha accorciato le distanze e avrebbe meritato anche di raggiungere il pari se il loro portiere non si fosse opposto alla grande a una conclusione ravvicinata di Felici. Ecco, direi che il risultato finale ci penalizza troppo anche se il Matelica ha confermato tutte le sue qualità».
Scendendo nello specifico, Favo ha aggiunto: «Dobbiamo migliorare a livello di equilibrio, è vero, perché non siamo stati capaci di leggere alcune fasi della partita. E poi dobbiamo sbagliare meno in uscita. Oggi è successo troppe volte, tante. In futuro questo aspetto va migliorato». Il neo-allenatore biancorosso era e resta fiducioso anche se partire con una sconfitta non è mai bello. «È vero, contro il Matelica mi aspettavo un risultato diverso. Ma questo è il calcio. Il pubblico lo ha capito e, dopo averci incitato per tutta la partita, ci ha anche applaudito. Domenica, a Campobasso, cercheremo di fare meglio».
Dalla parte opposta Antonio Mecomonaco, abruzzese doc, parla quasi di impresa. «Non era facile vincere a Vasto. Noi ci siamo riusciti perché siamo stati capaci di soffrire quando c’era da soffrire e di fare male quando c’era da fare male. Perché sono anni che non alleno in Abruzzo? Non lo so, è una cosa strana. Da anni mi apprezzano più in terra marchigiana che dalle mie parti. Magari in futuro tornerò, anche se a Matelica sto bene». (g.q.)
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