Federico difende Tedino: «Ho piena fiducia in lui»

Il ds fa da scudo al tecnico ma chiede subito un cambio di passo alla squadra: «A Monopoli una figuraccia. Ora basta alibi: pretendo il massimo da tutti»
TERAMO. Una vittoria in sei partite di campionato, cinque punti raccolti e un ko, quello contro il Monopoli, che ha fatto scattare l'allarme rosso. In casa Teramo è tempo di analisi per cercare di uscire fuori dal momento complicato e risalire la classifica sfruttando le due gare di fila al Bonolis contro Rieti (sabato) e Sicula Leonzio (mercoledì 9). Lunedì sera il patron Franco Iachini ha voluto invitare la squadra e lo staff tecnico a cena per ricompattare il gruppo e trovare i rimedi giusti per dare una svolta alla stagione. Ieri doveva parlare il dg Andrea Iaconi, bloccato, però, dalla febbre. È Sandro Federico ad analizzare il momento del Teramo. «Nessuno può essere assolto dopo una sconfitta come quella di Monopoli», dice Federico, «ed è difficile da spiegare un black out del genere. Dobbiamo resettare tutto e ripartire, non possiamo fare altrimenti. Sapevamo, con una rosa completamente nuova, che c'era bisogno di tempo, ma è innegabile che ci aspettavamo di avere qualche punto in più. Adesso non ci sono più alibi. I giocatori hanno una condizione ottimale. Mi riferisco, per esempio, a Costa Ferreira, che ormai è vicino al 100 per cento. Da sabato in poi ci aspettiamo il massimo».
Nel sentire le parole del ds, nonostante l'avvio stentato, c'è ancora la massima fiducia nel tecnico Bruno Tedino. «La scelta di Tedino è stata fatta per arrivare ai risultati tramite la qualità del gioco», sottolinea Federico, «e siamo convinti che il tempo ci darà ragione. Ho tanta fiducia nelle sue capacità, vedo come lavora ogni giorno e che rapporto ha con i giocatori. Il mister ha grande esperienza, è un allenatore navigato e saprà trovare la ricetta migliore per ripartire e fare in modo che figuracce come quella di Monopoli non si verifichino più. Se dovesse servire Tedino è anche pronto a mettere in pratica qualche variazione tattica». Il Teramo sta avendo difficoltà in fase di finalizzazione. La mancanza di un vero bomber, dopo la partenza di Infantino, si sta facendo sentire parecchio. A tal proposito il ds biancorosso spiega: «Con Infantino c'è stato un problema legato al rinnovo di contratto, che lui e il suo procuratore avrebbero voluto immediatamente. In quel momento la società non voleva impegnarsi a prolungare il legame con un giocatore di 33 anni e si è subito creato un rapporto difficile tra le parti. Se Infantino fosse entrato nell'ordine delle idee di arrivare alla scadenza del contratto (giugno 2020, ndc) o di allungarlo più avanti, probabilmente sarebbe rimasto con noi. Da parte del procuratore c'è stato un ultimatum e il giocatore ha scelto di andare dove gli proponevano un biennale. Abbiamo deciso di rinnovare il reparto avanzato con elementi più giovani e i nostri attaccanti attuali hanno le capacità per arrivare in doppia cifra. Si è scelto di sposare un'idea diversa, distribuendo il numero di reti tra centrocampisti e punte». Il pomeriggio di ieri, in casa biancorossa, è stato animato dalla visita del presidente del Coni Giovanni Malagò, che è stato al Bonolis per un saluto con Iachini e Tedino dopo essere andato all'inaugurazione di una palestra cittadina.
Gaetano Lombardino
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