Federico: «Il Teramo è in crescita»

17 Dicembre 2018

Il ds: «Il rigore sbagliato? Piccioni va elogiato per il coraggio. A gennaio nessuna rivoluzione, solo qualche innesto»

TERAMO. Lo 0-0 di Pesaro ha lasciato sensazioni contrapposte in casa Teramo. Da una parte c'è la soddisfazione per essere usciti indenni da un campo difficile e per avere evitato la beffa di un ko immeritato in pieno recupero (l'ex Olcese ha colpito la traversa su rigore al 94'); dall'altra c'è l'amarezza per il rigore sbagliato da Piccioni, a un quarto d'ora dalla fine, che avrebbe potuto regalare ai biancorossi un successo che manca ormai da otto giornate. Il penalty fallito da Gianmarco Piccioni ha inevitabilmente scatenato polemiche nell'ambiente teramano. Sui social in tanti hanno preso di mira l'attaccante marchigiano, puntando il dito sulla scelta di far tirare il rigore ad un giocatore in crisi da mesi (nessuna rete in 16 presenze) invece di lasciarlo battere a un rigorista come Bacio Terracino, subentrato qualche minuto prima al posto di Zecca.
A prendere le difese di Piccioni ci pensa il ds Sandro Federico: «Gianmarco ha avuto coraggio», dice il dirigente biancorosso, «e non è il caso di gettargli la croce addosso. Lui ha voluto calciare il rigore perché vuole sbloccarsi a tutti i costi e si è preso la responsabilità di farlo in un momento decisivo della partita. Piccioni è un bravo rigorista, ma il calcio è così. Peccato. E' inutile stare qui a recriminare o a pensare come poteva andare se lo avesse calciato un altro. Un errore ci può stare. I rigori, d'altronde, non li sbaglia solo chi non li tira mai. Gianmarco deve trovare la forza di reagire, di voltare pagina e di dimenticare questo episodio». A proposito del pareggio di Pesaro, Federico sottolinea: «Il rammarico c'è, è inutile negarlo. Se avessimo fatto gol in quella fase della gara probabilmente staremmo parlando di un epilogo diverso. Ma alla fine potevamo anche perderla, se Olcese avesse segnato dal dischetto, e per quello che si è visto in campo, in particolare nella ripresa, sarebbe stata una beffa atroce e ingiusta. Perciò teniamoci stretto il punto, raccolto contro un avversario di livello, e guardiamo avanti. A mio parere ci manca ancora un piccolo passo per raccogliere quello che avremmo meritato di conquistare sia a Pesaro che a Vicenza. Siamo in crescita e questo mi fa essere fiducioso per il futuro. Ripartiamo dal rigore sbagliato dalla Vis Pesaro. L'errore di Olcese può rappresentare una svolta per noi sul piano della buona sorte».
Non può mancare un accenno al mercato, al via tra poco più di due settimane. «Al mercato ci si pensa sempre», spiega il ds del Teramo, «e stiamo facendo delle attente valutazioni con il mister e il presidente Campitelli. C'è la consapevolezza di dover raggiungere la salvezza, in un girone così difficile, perciò qualcosa andrà necessariamente fatta. A gennaio non servono rivoluzioni, ma i giusti correttivi. In linea di massima l'idea è quella di inserire una pedina in ogni reparto, puntando su due-tre giocatori esperti. Adesso, però, ci sono da giocare tre partite importanti prima dell'inizio del mercato e su questi impegni dobbiamo concentrarci».
La curiosità. A poche ore dal fischio d'inizio di Vis Pesaro-Teramo l'influenza ha mandato ko il secondo portiere Pacini. Al suo posto è stato convocato in tutta fretta il baby Andrea D'Aniello, classe 2003, che si è tolto la soddisfazione di andare in panchina a soli 15 anni e mezzo.
Gaetano Lombardino
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