Feeling e affari insieme poi la lite per Lapadula

Il patron genoano non ha digerito il no del bomber che ha scelto il Milan Tifosi biancazzurri infuriati: c’era un rigore netto su Memushaj
PESCARA. C'eravamo tanto (non) amati. L'idillio tra il Pescara e il Genoa è finito, o meglio tra il presidente Daniele Sebastiani e il collega Enrico Preziosi. Dopo la partita del Ferraris, il patron rossoblù si è scagliato contro l'arbitro Irrati. «Questo è matto, non si può arbitrare in questa maniera. Doveva darci un rigore ed espellere un giocatore (Zampano, ndc) del Pescara. Non è tanto l'errore, ma l'atteggiamento, il direttore di gara non ha voluto darci spiegazioni. Gli consiglio di starsene un po' a riposo. Ma cosa vengono a fare in cinque o in sei?». Tutto “normale”, con un presidente di una squadra che si è sentito “derubato” della vittoria. Ma dopo pochi minuti, l'episodio che ha fatto arrabbiare i dirigenti del Pescara. «Con voi non parlo», ha continuato indicando i cronisti pescaresi. «Finora il Pescara non è riuscito a conquistare nemmeno un punto sul campo, perché dovrei fermarmi? Se vogliono che i biancazzurri restino in serie A basta che lo dicano». Un comportamento da censura che ha fatto imbufalire il presidente Sebastiani, il quale ha replicato così: «Al suo posto penserei al Genoa», per poi pubblicare una nota pesante sulla pagina Facebook della società. Scaramucce nate non per caso, perché tra i due ci sono vecchie ruggini di mercato. Sì, perché i rapporti tra Genoa e Pescara si sono incrinati in estate, dopo il passaggio di Lapadula al Milan. Lapagol ha preferito i rossoneri, nonostante il pressing del Grifone, e tra Preziosi e Sebastiani è sceso il gelo. Al Ferraris i due erano seduti a pochissimi metri di distanza e si sono ignorati per tutta la gara. Strano ma vero, per due presidenti che in passato avevano avuto ottimi rapporti, facendo diverse operazioni assieme. Dal prestito di Perin e Mandragora, passando per la comproprietà di Ragusa, fino alla cessione di Fiamozzi ai rossoblù per oltre 1 milione e 200mila euro. Non solo, perché tra i due era nata una specie di amicizia, sempre legata agli affari, che è stata disintegrata dal "gran rifiuto" di Lapadula, che era stato a un passo, insieme a Caprari, dai rossoblù. Sebastiani dopo la partita di Marassi ha risposto per le rime a Preziosi, ma, raccontano i suoi più stretti collaboratori, che è rimasto profondamente amareggiato dalla caduta di stile del collega genoano. Preziosi si è lamentato per le espulsioni e per il rigore non dato alla sua squadra per un fallo di mano di Francesco Zampano. Ma va detto che al Pescara è stato negato un rigore solare per una evidente trattenuta del difensore rossoblù Gentiletti ai danni del capitano Ledian Memushaj. Preziosi ha urlato la propria rabbia, ma forse non ha notato questo "piccolo" dettaglio, che poteva consegnare al Delfino un rigore netto, che avrebbe potuto cambiare la partita. Sul web le parole del presidente genoano hanno fatto discutere e tanti sportivi e appassionati hanno condannato le dichiarazioni del vulcanico patron rossoblù. I tifosi biancazzurri, invece, oltre a contestarlo, lo hanno coperto d'insulti.
Basta farsi un piccolo giro di perlustrazione sui social per capire quanto Preziosi abbia fatto inferocire i supporters del Delfino. Alcuni gli hanno anche ricordato che mercoledì scorso, in occasione di Genoa-Napoli, l'arbitro Damato non ha concesso due rigori ai partenopei, tra le polemiche del tecnico napoletano Maurizio Sarri. Ovviamente i commenti dei tifosi biancazzurri sui social, e non solo, non sono stati dei più "carini". Alcuni, addirittura, hanno invitato a Giochi Preziosi per i regali di Natale. (l.d.m.)
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