Fermento in città, tifoseria pronta a mobilitarsi

22 Agosto 2015

I sostenitori biancorossi si stanno organizzando per seguire a Roma il dibattimento decisivo

TERAMO. Il popolo biancorosso vuole stringersi intorno al Teramo in occasione della sentenza d'appello. Un nutrito gruppo di tifosi è pronto a mettersi in marcia verso Roma per attendere il secondo grado di giudizio, con tutta probabilità previsto il 31 agosto, e mostrare la propria vicinanza in un giorno decisivo per le sorti del Diavolo. Su Facebook e sui social network, in queste ore, c'è fermento per organizzare la trasferta nella Capitale. Tra i tifosi in prima linea, per esempio, c'è il consigliere comunale Guido Campana, che sulla sua bacheca di Facebook ha invitato i sostenitori biancorossi a «fare qualcosa di molto importante perché solo insieme possiamo vincere questa grande battaglia».

L'invito ha subito raccolto il consenso di tante persone e il tam-tam si è rapidamente diffuso sulle bacheche di molti tifosi del Teramo. Si aspettano decisioni, sulla possibilità di essere a Roma, da parte dei gruppi ultrà Teramo Zezza e Sedici Gradoni, che finora hanno seguito in posizione d'attesa l'evolversi degli eventi sulla presunta combine della gara di Savona. Sul web, comunque, continuano le reazioni alla sentenza di primo grado. Sul Muro dei vecchi pivieri, piazza virtuale del tifo teramano, oltre agli appelli ad essere "in massa" a Roma, il mirino è sempre spostato sull'Ascoli. «Non è finito niente», scrive Diavolone, «il bello deve ancora venire. Ora la mia più grande soddisfazione è quella di tenerli in ansia fino al 31». E non mancano messaggi del tipo: «Ascolano non serve che te lo scrivo, ladri siete e ladri rimarrete»; «Vi siete rubati una B che non vi appartiene»; «Fossi in voi (gli ascolani, ndc) mi vergognerei»; «Giustizia vera deve essere fatta il 31 agosto!». Sulla bacheca Facebook del presidente Campitelli, invece, c'è sempre grande vicinanza da parte del popolo teramano. Non è passato inosservato il post dell'ex difensore biancorosso Marco Arno che scrive: «Calcio malato di ingiustizia sportiva. Credo stia avvenendo nei confronti del Teramo, della società e dei tifosi una vera e propria esecuzione sportiva. Caro Palazzi, come si fa a non tenere in conto l'assoluta estraneità del presidente Campitelli ?».

(g.l.)

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