Ferraresi: «Gara verità, il Delfino può farcela»

14 Marzo 2022

Il doppio ex fa le carte al match: «Con la vittoria si potrà pensare in grande. Occhio a Bortolussi»

PESCARA. Romagnolo d’origine, pescarese d’adozione. Quella di domani sera sarà una partita particolare per Fabio Ferraresi, classe 1979, ex centrocampista di Pescara e Cesena. In biancazzurro ha giocato dal 2007 al 2009 (62 presenze e 3 gol) ed è cresciuto nel club romagnolo. «Cesena mi ha lanciato nel grande calcio, sono arrivato lì a 13 anni e sono andato via a 19 anni, dopo aver giocato in coppa Italia con i bianconeri. Pescara, però, è casa mia», racconta “Ferro”, che in carriera ha vestito anche le maglie di Castel Di Sangro, Chievo, Avellino, Lecco, Pescina, Sora e, soprattutto, quella gloriosa dell’Aston Villa (stagione 98-99) «In Premier esperienza fantastica, peccato però per la giovane età... Sono andato in Inghilterra nel momento sbagliato della mia carriera», racconta Ferraresi, che, dopo aver chiuso col calcio giocato, ha iniziato la carriera da allenatore. Prima nelle giovanili del Pescara, poi Francavilla e adesso a Silvi, in Promozione. «Pescara-Cesena è un derby, ma io mi sento pescarese e tifo per il Delfino», continua, l’ex mediano biancazzurro che da qualche anno è anche opinionista televisivo per Rete 8. «Quella di domani è una gara complicata per il Pescara. Il Cesena è squadra organizzata a livello tattico. A livello offensivo si propone molto e lascia pochi spazi. Il Delfino dovrà giocare una grande gara e, con molta concentrazione, potrebbe vincere. Io ci credo».
L’ex mediano biancazzurro, poi, indica l’uomo da temere: «Sicuramente il centravanti Bortolussi». «Sono contento che torni a disposizione Drudi, è un grande difensore per la categoria», continua, parlando anche dell’ultima gara del Delfino. «Il primo tempo di Olbia spero che sia stato solo un brutto episodio, perché il Pescara non ha giocato bene e, vedendo l’andamento della partita, il Delfino non meritava di vincere. Tuttavia la squadra di Auteri ha una dote: ci crede fino alla fine. Quest’aspetto, alla lunga, paga sempre. E il Delfino che sto vedendo da dopo il mercato di gennaio, mi lascia ben sperare. Il tallone d’Achille è sempre stato uno: la distanza tra i reparti. Con l’arrivo di De Risio, però, le cose sono cambiate. L’arma in più del Pescara? Io dico Pompetti, un giocatore fondamentale per questa squadra, ma anche Rauti e Pontisso sono due pedine che possono fare la differenza». Ferraresi crede nella rincorsa al terzo posto del Pescara: «Se dovesse vincere domani , allora potrebbe arrivare terzo. Quello dell’Adriatico è uno spareggio e spero di rivedere un po’ più di pubblico allo stadio». L’ultima considerazione è sul tecnico Auteri. «È un veterano della panchina e la sua storia parla chiaro. A volte, però, mi spiace che non accetti le critiche, che a mio avviso sono sempre costruttive. Tuttavia è un tecnico di categoria, che conosce bene la strada della vittoria». (l.d.m.)