Ferrari l’arma del Pescara ora il bomber punta in alto

L’attaccante con 12 reti ha una media gol come quella di Lapadula e Mancuso
PESCARA . Profumo di gol al Mapei Stadium. Lunedì il Pescara sfida in trasferta la Reggiana, seconda forza del campionato, che insieme alla capolista Modena vanta il migliore attacco del girone B con 45 reti. Va in scena anche il duello a distanza tra il biancazzurro Franco Ferrari e il granata Luca Zamparo, entrambi vice capocannonieri del torneo con 12 centri (come Alex Rolfini dell’Ancona Matelica), a -2 da Simone Magnaghi del Pontedera, re dei bomber con 14 centri. Tra l’altro Ferrari ha la possibilità quantomeno di eguagliare il record di gol in carriera (13), stabilito nel 2017-18 con la Pistoiese. «Spero di arrivare a quota 20», ha detto tempo fa l’attaccante argentino prelevato dal Napoli, in prestito con obbligo di riscatto in caso di promozione in B insieme a Eugenio D’Ursi. Comunque sia, indipendentemente dalla formula, il club del presidente Sebastiani ha intenzione acquisire a prescindere il cartellino del 26enne di Rosario sperando che segua le orme di alcuni suoi illustri predecessori.
Il confronto con gli ex. Dalla stagione 2018-19 in poi nessuna punta biancazzurra era stata così prolifica nelle prime 24 partite di campionato. Con la rete segnata al Gubbio Ferrari ha staccato Cristian Galano, che fece 11 gol in 24 gare nel 2019-20 e poi chiuse a quota 14, ed è a -1 da Leonardo Mancuso, appunto l’ultimo bomber passato da queste parti, autore quattro anni fa di 13 reti (19 al termine del torneo). Prima di Mancuso, l’idolo dei tifosi era Gianluca Lapadula: 30 gol nel 2015-16, anno dell’ultima promozione in A, e 14 nelle prime 24 giornate. Ovviamente parliamo di categoria diverse, ma il dato più impressionante che può esibire Ferrari riguarda il numero di gol in proporzione ai minuti giocati: 12 su 1.244', in pratica uno ogni 104’ (sei anni fa Lapadula ne realizzò uno ogni 129’…).
Sete di vendetta. Nel match di andata dello scorso 3 ottobre all'Adriatico, dove segnarono sia Ferrari sia Zamparo, per il Pescara arrivò una sconfitta lacerante che ha condizionato per un bel po’ il prosieguo della stagione. Prima di quel confronto il Delfino aveva una media di 2 punti a partita, poi, da quel giorno, il rendimento è crollato: 9 punti in 8 match dalla 7ª alla 14ª giornata, media 1,12 a gara. Quasi due mesi di grigiore, per fortuna evaporato a fine novembre, quando è iniziata la lunga striscia positiva che dura ormai da nove giornate (21 punti con 6 successi e 3 pareggi, in media 2,33 punti a partita). Il posticipo di lunedì è anche l’occasione di invertire il pessimo trend negli scontri diretti con le big: un solo punto in quattro confronti: sconfitte con Modena, Reggiana e Cesena, pareggio con l’Entella. Un eventuale blitz in Emilia potrebbe avvicinare il Delfino al terzo posto, attualmente occupato dal Cesena e distante 2 punti, e di certo farebbe lievitare l’autostima e la consapevolezza di un gruppo che finora non ha espresso appieno il suo potenziale. Non sarà facile affondare la Reggiana, che oltre al migliore attacco vanta anche la migliore difesa del torneo (solo 13 gol subiti), ma ci si proverà.
Galano al veleno. Prime parole dell’ex pescarese tornato al Bari e un riferimento all’esperienza vissuta a Pescara. «Sono stato bene, ma gli ultimi due anni sono stati pesanti. Volevo andare via, però loro mi hanno bloccato. Io non amo parlare degli altri, anche se lì hanno spesso parlato di me. Non mi abbasso ai loro livelli e preferisco pensare al presente che si chiama Bari».
Giovanni Tontodonati
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