Ferrari strega il Pescara è l’arma della rimonta

Il bomber chiede spazio ad Auteri. La vetta dista ancora 8 punti
PESCARA. Una sola vittoria nelle ultime sette partite, vetta a -8 grazie al Pontedera che ieri ha pareggiato con la Reggiana (prima insieme al Cesena) e la necessità di cambiare marcia per riaprire la lotta promozione. Domenica all’Adriatico arriva l’Olbia (ore 14,30) e i biancazzurri non hanno alternative. Bisogna vincere per evitare che la crisi di risultati diventi più acuta e il pareggio di due giorni fa a Siena, al termine di una gara giocata per quasi un’ora in superiorità numerica, non può essere accolto con il sorriso. Certo, il centrocampo con Rizzo, Pompetti e Memushaj ha dato maggiore copertura alla difesa, ma la fase offensiva ha lasciato a desiderare. Si doveva fare di più. Tanti interrogativi da risolvere al più presto per invertire la pericolosa tendenza. Bomber a sorpresa. Ma, visto che ogni medaglia ha il suo rovescio, anche in questo momento un po’ così del Pescara c’è una nota positiva. Chi pensava che in rosa non ci fosse un attaccante da doppia cifra rischia di essere smentito. L’indiziato numero uno a varcare quota 10 reti è Franco Ferrari che dopo 11 giornate è già a metà dell’opera. Con 5 centri il centravanti argentino è il miglior marcatore del Delfino, alle spalle di Simone Magnaghi del Pontedera, l’ex teramano re dei bomber con 7 gol, e della coppia d’oro dell’Ancona Matelica formata da Alex Rolfini e Marcello Sereni, entrambi a segno sei volte come l’attaccante della Reggiana Luca Zamparo. Eppure, fino a dieci giorni fa Ferrari non era mai sceso in campo dal primo minuto. Dopo una lunga serie di spezzoni, Gaetano Auteri lo ha schierato titolare il 16 ottobre contro la Fermana e lo ha confermato nella gara successiva con il Modena. Poi, nell’ultimo incontro a Siena, l’allenatore lo ha rispedito in panchina facendolo entrare all’inizio del secondo tempo. Auteri ha preferito non rischiarlo perché l’ex comasco aveva lamentato qualche acciacco. Bisognava dosare le energie e Ferrari, appena entrato in campo, ha ripagato la fiducia realizzando dopo due giri di lancette un altro gol, il terzo consecutivo nelle ultime tre partite. È davvero sorprendente la regolarità con cui il 26enne di proprietà del Napoli sta trovando la via della rete e, in particolare, la media gol in rapporto ai minuti giocati è sbalorditiva. Finora, infatti, Ferrari ha collezionato 385’ nei quali ha realizzato 5 centri: uno ogni 77’, una media superiore a quelle di Magnaghi, Rolfini e Sereni che lo colloca tra i top player del torneo. Nel girone C c’è Luca Moro del Catania che ha fatto leggermente meglio rispetto a Ferrari: 8 gol, uno ogni 75’. Invece nel girone A il capocannoniere è Francesco Galuppini del Renate con 10 centri (uno ogni 95’ giocati). Il suo compagno di reparto Michael De Marchi è invece fermo a quota 3. Lo stato di grazia di Ferrari richiamerebbe un utilizzo più continuo da parte di Auteri che, a quanto pare, ora sembra intenzionato a puntare forte sull’attaccante partito da Rosario nel 2014, quando aveva 19 anni, in cerca di fortuna in Italia. Anni di sacrifici, delusioni e imprevedibili opportunità, come quella che gli ha dato il Genoa nel 2016, quando lo ha ingaggiato dal Montecatini (serie D) e gli ha fatto firmare un contratto quinquennale. Ferrari si era rotto il legamento crociato, ma il club ligure ha scommesso ugualmente su di lui: «Mi hanno pagato tutte le spese mediche», ha raccontato Franco, «e io mi sdebiterò con loro». El Loco (il matto, il suo soprannome) ha conservato la determinazione, ma è meno esuberante di una volta, forse anche grazie alla fidanzata, Giada Longo, influencer con circa 275mila follower su Instagram. A Pescara si trova bene, i tifosi lo apprezzano e vuole continuare a segnare. Appuntamento a domenica, c’è l’Olbia nel mirino. Giovanni Tontodonati

