Fiasco Spagna, Hierro saluta in pole c’è Luis Enrique
MOSCA. Due pareggi (con Portogallo e Marocco), più una vittoria striminzita sull'Iran. Il bilancio del Mondiale spagnolo al termine della fase a gironi non era esaltante. Ma stampa e tifosi avevano...
MOSCA. Due pareggi (con Portogallo e Marocco), più una vittoria striminzita sull'Iran. Il bilancio del Mondiale spagnolo al termine della fase a gironi non era esaltante. Ma stampa e tifosi avevano cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno perché la sorte pareva aver riservato a La Rojà una corsia preferenziale almeno fino in semifinale. Poi però sono arrivati i 120 minuti di nulla assoluto contro la Russia negli ottavi. Oltre mille passaggi ed il 75% di possesso palla non sono bastati a creare una vera, limpida, palla gol contro la Russia, a scalfirne il muro difensivo, fino alla beffa dei rigori che hanno rimandato a casa la Spagna, imbattuta. Come nel 2002, bocciata sempre dal dischetto e sempre coi padroni di casa, allora la Corea del Sud, ma almeno nei quarti. Una prestazione mortificante per la prima nazionale europea capace di vincere un Mondiale lontano dal continente (in Sudafrica). Non giustificabile nemmeno col siluramento del ct Lopetegui, cacciato a 48 ore dall'inizio del Mondiale per aver firmato di nascosto con il Real Madrid, nonostante un contatto con la Federazione fino al 2020, e sostituito in corsa con Fernando Hierro, in quel momento direttore sportivo della stessa Rfef, privo di esperienza da allenatore. L'ex difensore del Real ha fatto quel che poteva, cioè poco, nel tentativo di dare un'impronta ad una squadra non sua. E la stampa si è scatenata. Un sondaggio online attribuisce le maggiori responsabilità dell'eliminazione al presidente della Rfef, Luis Rubiales, scagionando quasi del tutto Lopetegui e Hierro ed in gran parte i giocatori. E ora? Andres Iniesta aveva già annunciato che in Russia avrebbe salutato la maglia rossa, Sergio Ramos è proiettato verso il Mondiale in Qatar. Rubiales non poteva certo condannare Hierro, dopo averlo catapultato sulla panchina più pesante di Spagna senza preavviso. Vari i candidati al ruolo di prossimo ct in pole c'è Luis Enrique, seguito da Rafa Benitez e Unai Emeri.

