Figc Abruzzo: L’Aquila, c’è posto solo in Prima

Oggi sarà resa nota la risposta alla diffida del club: «Ogni decisione straordinaria spetta a Fabbricini»
C’è una verità scomoda che nessuno, per il momento, vuole dire: la neonata Asd Città dell’Aquila non farà nè l’Eccellenza nè la Promozione. La richiesta del club del presidente Marco De Paulis non può essere esaudita, non ci sono i requisiti, men che meno i precedenti in Abruzzo, per ricollocare una squadra esclusa dalla serie D, per inadempienze economiche, in Eccellenza o in Promozione. Questa verità dovrebbe dirla il commissario Figc Roberto Fabbricini che, però, ha scaricato la responsabilità sul presidente del comitato regionale Lnd, Daniele Ortolano. L’Asd Città dell’Aquila è fresca di affiliazione e come tale dovrebbe essere iscritta al campionato di Terza categoria, solo con un provvedimento straordinario può essere assegnata a un altro campionato. E questa decisione spetta al presidente federale e al consiglio i cui poteri, ora, sono riassunti nelle mani del commissario. Che giovedì ha risposto all’istanza di De Paulis. Chi conosce le carte federali leggendo la missiva di Fabbricini capisce che nella sostanza la risposta è negativa. Nella forma, però, la palla viene rimbalzata al comitato regionale, cui spetta l’organizzazione dei campionati. In mancanza di un provvedimento straordinario in cui viene derogato il format e inserita L’Aquila, Ortolano - anche volendo - non può fare nulla. Sulla scorta della lettera di Fabbricini, De Paulis ha chiesto al comitato regionale di prendere una posizione. E ieri all’Aquila il direttivo presieduto da Ortolano ha trascorso la giornata per preparare una lettera di risposta alla diffida. Il comitato regionale della Lnd Abruzzo ha fatto sapere che oggi renderà pubblica la propria posizione con un comunicato, ma la sostanza della lettera è presto riassunta: gli organici dei campionati sono stati definiti e stanno per partire; in assenza di un provvedimento straordinario del commissario non ci sono altre vie; l’unico posto disponibile è in Prima categoria visto che si è ritirato l’Orsogna.
La tifoseria aquilana è in subbuglio, anche perché attorno alla ricollocazione dell’Aquila sono state create delle attese superiori a quelle reali. Ieri ha tuonato la politica con un comunicato del presidente del consiglio comunale Roberto Tinari: «Non si può accettare il comportamento del comitato regionale Lnd che anziché esprimere formalmente valutazioni e determinazioni per l’ammissione della squadra nel campionato di Promozione, come auspicato dalla Figc, rimpalla le responsabilità ad altri». Eppure le carte federali dicono altro. Ovvero che il provvedimento straordinario di cui avrebbe bisogno L’Aquila non spetta alla Lnd Abruzzo, ma al commissario federale e Fabbricini non l’ha firmato perché non ci sono i presupposti. Basti pensare al passato e ai precedenti del Chieti e del Teramo, scomparsi dalla C e ripartiti dalla Promozione. Senza contare che l’istanza della neonata Asd Città dell’Aquila è partita dopo Ferragosto a fronte dell’esclusione dell’Aquila calcio dalla serie D datata fine giugno scorso, dopo uno stucchevole tira e molla che ha visto protagonisti l’amministrazione comunale e l’ex presidente Ius. In questo contesto, poi, ci sono i club di Eccellenza e Promozione che non digerirebbero l’inserimento dell’Aquila a ridosso dell’inizio dei campionati.
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