Figc, cambia la giustizia sportiva
Via libera al nuovo codice per avere tempi più certi nei processi
ROMA. Il governo del calcio tricolore prova a dare una svolta ad un lungo e tormentato periodo sul fronte disciplinare con l’approvazione da parte del consiglio federale del nuovo codice di giustizia sportiva. Un passo fortemente voluto dalla governance guidata da Gabriele Gravina, il quale esulta per la nascita di un «codice moderno, al passo con i tempi, che elimina tante stratificazioni e permetterà di dare risposte in tempi certi». Appena superata la tempesta del caso Palermo si guarda avanti per arrivare ad avere all’inizio della prossima stagione un sistema rinnovato, visto che l’11 giugno la giunta del Coni sarà chiamata ad approvare il nuovo codice. Al momento del voto in consiglio non sono però mancate tensioni, vista l’astensione di due componenti di peso come la Lega di A e B. Non nel merito - Gaetano Miccichè e Mauro Balata spiegano di essere favorevoli alla riforma a nome delle società che rappresentano e di aver agito attivamente per attuarla - ma, almeno la Lega maggiore, per non aver avuto il tempo di far esaminare a fondo il testo ai presidenti e fare qualche proposta. Principio ispiratore del nuovo codice è l’esigenza di dare al processo sportivo regole e tempi più certi, con interventi sia sulla durata dei procedimenti, con termini perentori, sia sulla composizione degli organi di giustizia, con giudici terzi e indipendenti. Tra le principali novità, l’intervento sulla responsabilità oggettiva delle società, che non sarà più automatica, perché sono introdotte scriminanti o attenuanti che il giudice può valutare di volta in volta. Non manca un giri di vite sui comportamenti violenti nei confronti degli arbitri.

