Figc, il Coni pensa al commissario
Il premier Renzi: «Mi affido a Malagò». Altri club “lasciano” Tavecchio
ROMA. Il governo si affida al Coni sul caso Tavecchio, e dall'Uefa intanto arriva un cartellino giallo: «Impegni precisi contro il razzismo». La bufera che ha investito il candidato alla presidenza della Figc dopo lo scivolone su «stranieri e banane» non si placa: la strada verso l'assemblea elettiva dell'11 agosto, quella che dovrebbe riportare sulla poltrona di via Allegri un presidente, resta a ostacoli. Al momento lo zoccolo duro che sostiene Tavecchio non si sfalda, nonostante qualche altro club (Sassuolo e Brescia) abbia ritirato l'appoggio, ma certo non si può escludere - visto il clima rovente - che all'assemblea non si arrivi con la fumata bianca. Ed è per questo che Giovanni Malagò, silente in questi giorni nel rispetto dell'autonomia federale, stia preparando un piano B per il commissariamento. Il capo dello sport ha visto a Palazzo Chigi Matteo Renzi: occasione la festa per i medagliati azzurri ai mondiali di scherma. I due, a margine dell'incontro con i campioni, hanno avuto un breve colloquio. Dieci minuti in cui Renzi, secondo quanto si apprende da ambienti governativi, avrebbe ribadito la piena condanna delle frasi di Tavecchio, e nessun intervento da parte dell'esecutivo. Questo nel rispetto delle regole, perché qualsiasi ingerenza politica metterebbe la federazione a rischio sanzioni da parte della Fifa. Renzi a taccuini aperti si è limitato a “delegare” tutto a Malagò: «Nessuna domanda su Tavecchio, c'è anche altro oltre il calcio. Sul calcio mi sento rappresentato da ciò che dirà Malagò».

