Filoni in A2: dal sogno degli States a Ferrara

L’ala aquilana dopo l’esperienza a Rieti: «Voglio migliorare e diventare un giocatore completo»
L’AQUILA. Il lockdown ha interrotto la sua stagione proprio mentre si stava affermando come uno dei giovani più promettenti del campionato di basket di A2. Il Covid ha spezzato anche il sogno che accarezzava da anni: tentare un’esperienza nel basket universitario americano. Ma Niccolò Filoni ha una forza mentale e un’etica del lavoro che lo hanno sempre fatto andare oltre ogni ostacolo. Alto 193 centimetri per 88 kg, classe 2001, Niccolò inizia a giocare a 5 anni nella sua città, L'Aquila. Cresce nel Nuovo Basket Aquilano, dove rimane per 11 stagioni prima di passare, nel 2015, all’Oxygen Bassano, con cui conquista due finali giovanili nazionali. Nel 2019 la svolta, con la chiamata della Npc Rieti in A2. L’inizio è difficile ma piano piano Niccolò riesce a guadagnarsi fiducia e minuti, fino a entrare in quintetto titolare. Chiude la stagione con 3,6 punti e 2,6 rimbalzi a gara in oltre 18’ di media. Pochi giorni fa l’annuncio: Niccolò lascerà Rieti per vestire la casacca della Kleb Basket Ferrara, sempre in A2. Obiettivo: dare continuità a un percorso di crescita che lo ha portato a indossare, a più riprese, anche la maglia della Nazionale, con la quale, lo scorso anno, ha giocato da capitano gli europei greci under 18. Ora è in vacanza in Sardegna per godersi un po’ di riposo al termine di un’annata impegnativa, coronata anche dal diploma di maturità preso al liceo linguistico. «L’ultima è stata una stagione strana», ha detto, «era il mio primo anno in una squadra senior, l’impatto è stato faticoso. Nel primo mese di allenamenti ero sempre in debito, mi passavano sopra tutti. A lungo andare, però, mi sono rimesso al passo con gli altri, e con il lavoro, il sacrificio e un po’ di fortuna ho guadagnato la fiducia dell’ambiente. Peccato sia finita così».
Come ha vissuto il lockdown? «Mi è andata bene. Sono tornato all’Aquila, dove ho potuto continuare ad allenarmi grazie al fatto che a casa mia ho un giardino con un canestro e spazio per fare attività fisica». Ora Ferrara. «Il primo obiettivo era andare negli Stati Uniti, poi il Covid e la situazione difficile che stanno vivendo lì mi hanno fatto desistere. La Npc mi aveva proposto di restare, ma per quanto a Rieti sia stato benissimo, volevo uscire dalla mia comfort zone e fare un ulteriore passo avanti. Ho scelto Ferrara perché è una società seria e ben organizzata, che lavora molto sui giovani».
Il sogno NCAA è solo rimandato? «Penso che a questo punto sia tramontato, anche perché ho iniziato un percorso come professionista qui in Italia e non credo di potermi fermare adesso». Con quali aspettative guarda alla prossima stagione? «Voglio migliorare e diventare un giocatore sempre più completo. Tutto il resto verrà con il lavoro, ma me lo dovrò guadagnare».
Roberto Ciuffini
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