Finalmente un Pescara in stile zemaniano Pettinari è il trascinatore

19 Novembre 2017

La squadra gioca un calcio in linea con la filosofia del tecnico   e dopo un’ora è sul 3-0 dominando la Pro Vercelli

PESCARA. Finalmente un Pescara zemaniano. Finalmente una prestazione in linea con la filosofia calcistica dell’allenatore. Finalmente il ritorno al successo (mancava dal 21 ottobre scorso, contro l’Avellino) che serve a dare un calcio alla crisi latente (un punto nelle ultime quattro gare). Un raggio di sole - si fa per dire visti gli ultimi giorni - nel cielo biancazzurro costellato da troppi equivoci e incertezze. E poco importa che il 3-1 della riscossa giunga nel sabato in cui l’Adriatico-Cornacchia fa registrare il minimo stagione: appena 6.546 spettatori di cui 4 in curva ospite arrivati da Vercelli. Una boccata d’ossigeno per la squadra che, finalmente, interpreta la partita come vuole Zeman. Pressing, ritmo, verticalizzazioni e tagli degli attaccanti. Buona prova del collettivo in cui spicca il protagonista del pomeriggio della rinascita Stefano Pettinari, salito a quota 10 della classifica cannonieri grazie alla doppietta che mette al tappetto la Pro Vercelli arrivata all’Adriatico-Cornacchia dopo due successi di fila, ma priva di Mammarella e Vives, due pilastri della squadra di Grassadonia. Che non regge l’urto degli attacchi zemaniani. Basta l’approccio alla gara per capire che la lezione di Bari e la strigliata del presidente Sebastiani («siamo tutti in discussione») hanno fatto effetto. E’ un Pescara reattivo e deciso, quello che mette subito sotto la Pro Vercelli. Attacca a testa bassa, dà ritmo alla manovra ed è aggressivo in fase di recupero del pallone. Ci sono i movimenti senza palla, c’è intensità. Al 3’ la traversa colpita di testa da Pettinari è un avviso a Marcone che non sarà un pomeriggio facile. Poi, al 7’, un diagonale di Mazzotta respinto dal portiere. La Pro Vercelli barcolla, ma resiste e al primo vero affondo ecco che Castiglia, di testa, chiama Fiorillo alla difficile deviazione in angolo. E’ solo un episodio perché in campo c’è tanto Pescara, il gol è nell’aria. E al 37’ ecco il cross di Crescenzi dalla destra per la deviazione aerea di Pettinari che, beffa Berra, e infila Marcone a mezza altezza. Gol senza esultanza per il centravanti a secco nelle ultime gare. E’ un Pescara con le bollicine, piacevole e vincente. L’1-0 all’intervallo gli sta anche stretto. Nelle retrovie rischia il minimo sindacale, a centrocampo il baby-regista Carraro appare in crescita; Brugman al talento abbina corsa e movimento; Palazzi sembra tarantolato contro la sua ex squadra; e il ritorno di Capone dà vivacità alla manovra d’attacco. Senza contare il bomber Pettinari che è una spina nel fianco della retroguardia piemontese. E, al 10’ della ripresa, firma il raddoppio con un tocco sotto la palla sull’uscita di Marcone dopo aver agganciato divinamente un assist di Brugman. Al 15’ il 3-0 siglato da Capone che, davanti alla porta, rimpalla in rete un tentativo di respingere di Berra. Partita virtualmente finita. Ma per essere un Pescara zemaniano fino in fondo c’è bisogno di subire un gol. Ci pensa Morra, appena entrato, al 20’ a infilare Fiorillo dopo aver dribblato Fornasier. I precedenti fanno accendere una spia rossa. Ma il Pescara sembra aver fatto tesoro degli errori del passato e riesce a gestire partita e risultato. I biancazzurri toccano quota 20 punti in classifica, scalano qualche posizione, ma, soprattutto, sono convincenti.
Sono zemaniani, dissipando una matassa intricata: non si riusciva a comprendere se era Zeman che non si faceva capire oppure se la squadra non era in grado di recepire i suoi dettami. La prestazione di ieri potrebbe essere un punto di svolta della stagione a patto che sabato al Picco di La Spezia arrivino conferme. Non solo sul piano del risultato, ma del gioco e della mentalità.
La B è un campionato senza padroni - al momento - se il Pescara ingrana la marcia giusta può arrivare in alto. Ma serve continuità di rendimento.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA