Finalmente una domenica da applausi

4 Aprile 2017

di ANTONIO DE LEONARDIS Finalmente una domenica di calcio vero. E' stato come tornare indietro di sei mesi, a quelle prime partite di campionato di fine estate, con l'Adriatico stracolmo e il Pescara,...

di ANTONIO DE LEONARDIS

Finalmente una domenica di calcio vero. E' stato come tornare indietro di sei mesi, a quelle prime partite di campionato di fine estate, con l'Adriatico stracolmo e il Pescara, allora di Massimo Oddo, a giocare alla pari e a testa alta contro gli squadroni della serie A. Prima il Napoli e poi l'Inter, uno spettacolo dopo l'altro, con i tifosi entusiasti nonostante il magro bottino raccolto (appena un punto), e in gran parte convinti che quello potesse essere solo l'inizio di una stagione esaltante per la squadra del cuore.

Il seguito, purtroppo, e per una serie di circostante negative che non sto qui a ripetere, ci ha fatto scoprire tutta un'altra storia: il Pescara è precipitato in fondo alla classifica e, quando mancano solo otto giornate alla fine del campionato, è più che mai a un passo dal baratro assieme a Palermo e Crotone, con l'Empoli, ovvero la salvezza, che resta un miraggio nonostante i ripetuti rovesci dei toscani. Sei mesi in caduta libera tra polemiche e veleni, con una squadra smarrita, incapace di giocare e perfino di lottare, sempre più prigioniera non tanto dei suoi limiti quanto delle sue paure.

Nemmeno l'arrivo di Zeman era riuscito a scuotere i biancazzurri. Dopo l'imprevista e del tutto casuale goleada con il Genoa, una prestazione incolore dopo l'altra, quattro rovesci in fotocopia contro Chievo, Sampdoria, Udinese e Atalanta , sempre in ginocchio alla prima avversità, nessun segnale di reazione. Domenica, finalmente, la svolta e una partita vera anche da parte dei biancazzurri. Sicuramente ha giovato la sosta anche per riflettere, Zeman - a suo dire per disperazione- ha provato a fare sul serio Zeman rivoluzionando la formazione con la quale aveva iniziato la usa nuova avventura sulla panchina pescarese.

Dentro i lungodegenti Campagnaro e Bahebek, la prima stagionale (era ora) per Fiorillo, l'esordio da titolare per Coulibaly, spazio in corso d'opera pure per Milicevic, un cocktail ben assortito che ha giovato non poco pure ai punti fermi della vecchia guardia (Benali e Zampano in primis, ma pure Memushay e Caprari).

Si è rivisto così un bel Pescara a confronto di un Milan che, per l'occasione, dello squadrone aveva giusto l'etichetta (salviamo Romagnoli, Deulofeu e - per fortuna solo part time - l'ex Lapadula), ha avuto fortuna in avvio grazie al pasticcio Paletta - Donnarumma ma avrebbe anche meritato di vincere nella ripresa e non solo per il gol annullato a Benali per un fuorigioco millimetrico. Applausi meritati, allora e, finalmente, una possibile ripartenza che, a prescindere da come finirà la stagione, potrebbe servire per il futuro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA