Fiorentina, due obiettivi: il Chievo e Nikola Kalinic

28 Agosto 2016

Il tecnico dei viola Sousa vuole il primo successo «contro una squadra compatta» e non molla il suo centravanti: «Mi fido di Corvino, dice che i migliori restano»

FIRENZE. Testa alla gara contro il Chievo, perché vincere, adesso, è l'unica cosa che conta. Senza farsi distrarre dal mercato, pur consapevoli che un altro tassello è stato ricoperto. Dal Siviglia, è stato ufficializzato l'arrivo in prestito con obbligo di riscatto di Sebastian Cristoforo, uruguaiano di nascita ma di passaporto comunitario (italiano), 23 anni e già un palmares ricco da fare invidia (1 campionato col Peñarol e tre Europa league col club spagnolo). Tutto mentre continua a tenere banco la questione Kalinic.

Sousa si fida. L'agente è in viaggio per l'Italia, ma a blindare il croato stavolta è stato anche Sousa, convinto che il suo direttore, alla fine, non lo deluderà. «Corvino è una persona di cui mi fido, con cui mi relaziono costantemente. Mi ha detto che per Baez e Giuseppe Rossi è già stato raggiunto un accordo con Spezia e Celta Vigo. Mi ha sempre ribadito che i migliori restano: per me, quindi, il problema non sussiste, mi ha dimostrato di essere un uomo di parola. Si è esposto tantissime volte ed io ci credo. Kalinic è un giocatore di altissimo livello, per un allenatore un elemento da voler allenare per tutta la vita. Domani (oggi per chi legge, ndr), anche se le voci disturbano, farà il massimo per far vincere la squadra. Se arriverà Jovetic? Io parlo solo dei giocatori che ci sono».

Nessuna tristezza da parte del tecnico, solo piedi per terra: «Sono molto più realista rispetto ad un anno fa. Devo gestire meglio l'entusiasmo. Ma sono lo stesso allenatore con la medesima passione e uguale voglia di fare bene». Quanto a Rossi, l'unica via possibile era quella della cessione: «Mi dispiace, io e il mio staff abbiamo fatto il possibile per aiutarlo. La squadra, però, per me, così come la società, viene sempre davanti a tutto, anche ai singoli».

Concentrazione. La testa è solo per la gara col Chievo: «E' una squadra molto compatta, che gioca con intensità, con dinamiche molto chiare a livello offensivo e difensivo. Lo scorso anno, contro i veneti abbiamo sofferto, ci servirà grande concentrazione durante tutto l'arco della gara. Non potremo mollare nemmeno un attimo. Gonzalo Rodriguez sta migliorando, ma non può giocare. Le soluzioni, dietro, però, non ci mancano: c'è De Maio e c'è pure Salcedo. Borja Valero ha lavorato col gruppo: è recuperato». Il messicano lo ha convinto fin da subito: «Non ne conosco i comportamenti umani, ma quelli sul campo sì. Il mio obiettivo, adesso, è quello aiutarlo a migliorarsi, a capire i concetti di gioco per farlo integrare. E' un ragazzo attento, concentrato. Vogliamo renderlo più forte perché ha tecnica e forza fisica. Ha un'ottima capacità di leggere il gioco, ma deve ancora migliorare l'intesa con il resto dei compagni».

90 anni e solidarietà. Oggi, intanto, seppur ridimensionata dopo la tragedia che ha colpito il centro Italia, si celebrerà il ricordo dei 90 anni di storia viola: «L'importanza dei nostri tifosi è fondamentale - ha ricordato Sousa -. Dobbiamo essere bravi noi a conquistarli. Sono l'anima di questa squadra e lo saranno sempre. Lo hanno dimostrato anche nella prima uscita stagione qui al Franchi. Nonostante le vacanze, c'erano più di diecimila persone».

Sugli spalti saranno presenti una settantina dei 90 giocatori selezionati dal Museo Fiorentina da cui è stata prescelta la top 11. Ieri è arrivato anche Carlos Dunga, ma ci sono già Frey, Mutu, Passarella, Bertoni ed è pronto a rientrare al Franchi pure Giancarlo Antognoni. A loro sarà riservato l'applauso del Franchi. Sugli spalti, invece, è tutto pronto per la coreografia: il ricavato raccolto dai tifosi, al netto delle spese, verrà devoluto alle popolazioni colpite dal terremoto. Anche l'incasso sarà destinato allo stesso scopo dalla società.

Francesca Bandinelli