Fiorillo: «Ci è mancata la precisione, ora bisogna tirare fuori l’orgoglio»

EMPOLI. Tanta fatica e un misero punticino in tasca. C’è molta amarezza in casa Pescara dopo l'1-1 di Empoli. E come si rammarica Zeman, il rammarico è anche dei calciatori che sfilano davanti a...
EMPOLI. Tanta fatica e un misero punticino in tasca. C’è molta amarezza in casa Pescara dopo l'1-1 di Empoli. E come si rammarica Zeman, il rammarico è anche dei calciatori che sfilano davanti a microfoni e taccuini nel dopo partita. Comincia il portiere Vincenzo Fiorillo: «È un pareggio amaro perché abbiamo creato molte occasioni e lottato su ogni pallone. Amarezza? Certo. Resta tanto dispiacere perché volevamo i tre punti, erano nelle nostre corde e stavamo facendo bene. Insomma erano alla nostra portata». L'Empoli non è più quello dell'andata e il Pescara non ha ancora consegnato le armi. Su questo il portiere è molto preciso. «Penso sempre alla salvezza e i miei compagni fanno altrettanto. Sicuramente siamo in una posizione di classifica difficile, questo si sa, però non tutto è perduto. Ora deve venire fuori l'orgoglio, dobbiamo dimostrare che questo Pescara è ancora vivo e può lottare». Gli uomini in prima fila. «Sì. Dovremo essere dei gladiatori, lottare sempre fino alla fine».
Poi Fiorillo ripensa alla partita. «Dovevamo essere più pronti sul loro gol che ha sbloccato la partita. In particolar modo sulla rimessa laterale che ha originato il tutto. Poi, però, abbiamo reagito ma è mancata la precisione in fase offensiva». Malasorte che si accumula con il passare delle giornate. «Imprecisione e sfortuna ci stanno accompagnando. Però credo che la fortuna bisogna cercarsela e non aspettare che arrivi dal cielo». Non molla lui, non molleranno i suoi compagni di squadra, questo è certo. «Mai. Io voglio restare a Pescara, penso sempre a questa maglia, ci tengo, sono affezionato a questa città e a questi colori. Certamente è stato un anno particolare, abbiamo perso tante partite, non abbiamo fatto nulla affinchè la gente si schierasse dalla nostra parte. La nostra posizione di classifica è sotto gli occhi di tutti. Che dobbiamo dire? Non dovremmo nemmeno parlare ma pedalare per cercare di salvarci in questo sprint finale». La panchina, scomoda. «Mi è pesata tanto non lo nascondo», commenta ancora Fiorillo, «perché ci tengo a giocare così come ci tiene ogni altro mio compagno di squadra». Da domani in avanti l'obiettivo è... «Fare punti in ogni dove, giocare con il coltello tra i denti e non arrendersi mai se non quando la matematica non ci condannerà. Fino ad allora, però, dobbiamo ancora lottare».
Dal portiere al difensore. Francesco Zampano ci credeva a gennaio, quando ha accusato una distorsione alla caviglia, ci crede oggi, a dispetto della classifica. «Abbiamo dimostrato di esserci, vogliamo continuare a inseguire questo sogno anche se siamo consci che sarà difficilissimo». Pesano i tanti gol sbagliati dal Pescara sotto la porta avversaria. «Dovevamo essere più incisivi e concreti. Qualche giocatore, come Bahebeck ad esempio, poteva esserci utile, purtroppo si è infortunato». La matematica. «Finchè non ci condanna ci crediamo nella salvezza e stiamo facendo di tutto per ottenerla. All'andata abbiamo perso 4-0 contro l'Empoli, nel ritorno, invece, abbiamo pareggiato in casa loro sprecando tanto. La reazione c'è stata, si è vista, purtroppo non abbiamo vinto». Un'annata particolare. «Molto strana. Comunque non è tempo di rimpianti né di pensare al passato ma al futuro. Dobbiamo onorare la maglia e chiudere la stagione nel miglior modo possibile. I tifosi sono arrabbiati? Lo siamo anche noi. Vorremmo vincere per continuare a dimostrare che il nostro impegno resta uguale fino alla fine». Il prossimo anno? «Non ci voglio nemmeno pensare. Voglio pensare a questo campionato. Fino all'ultima giornata».

