Fiorillo: il gol subìto? Mi prendo la colpa

14 Febbraio 2016

«Ho provato a bloccare la palla, invece dovevo accentuare la respinta» E sulla sfida di Cagliari: «Loro i più forti, ma noi andiamo per vincere»

PESCARA. Ad un passo della perfezione. Poteva essere una serata speciale, invece un piccolo-grande errore stava per rovinare tutto. Vincenzo Fiorillo avrebbe potuto fare qualcosa in più sulla punizione di Moretti che poi ha portato al gol di Signori. Su quel bolide scagliato dalla lunga distanza, il portiere del Pescara ha scelto di bloccare il pallone, ma la traiettoria ha preso uno strano effetto giocandogli un brutto scherzo. Niente di paragonabile al gol subìto da Fabien Barthez sul colpo magistrale di Roberto Carlos in un Francia-Brasile del 1997 in quello che resta il calcio da fermo più famoso della storia del calcio. Eppure, anche la secca conclusione di Moretti ha disegnato una linea insolita, come ha spiegato ieri Fiorillo, ospite a Roma del programma 90° minuto serie B andato in onda su Rai2. «Il pallone si muoveva», queste le parole del 26enne genovese, «ho provato a bloccarlo, ma non ci sono riuscito. Rivedendo le immagini avrei potuto accentuare la respinta. Mi prendo la responsabilità, purtroppo è andata così». Poi, ci ha pensato Gianluca Lapadula a ristabilire la parità quando la gara aveva preso una brutta piega. «Il gol è stato bellissimo, ma va apprezzata anche la lucidità nella combinazione tra Cocco e Lapadula a pochi istanti dalla fine». Quest’ultimo è corteggiatissimo dal Perù. «Alla fine», ha rivelato Fiorillo, «potrebbe accettare la chiamata del Perù». Il match contro il Vicenza si è acceso negli ultimi minuti, ma fino al vantaggio ospite l’estremo difensore non era rimasto a guardare. Al contrario, si era distinto grazie ad alcuni interventi prodigiosi. Nella prima frazione di gioco su una conclusione violenta di Ebagua, nella ripresa su due tentativi insidiosi di Galano dal limite dell’area. Anche prima del tap-in vincente di Signori il portiere si era reso protagonista di un disperato intervento su Vita che per primo aveva intercettato la sua respinta. In occasione del gol Fiorillo ha commesso un’ingenuità, ma lo stesso può dirsi dei compagni di squadra che per ben due volte si sono fatti anticipare dagli avversari. Se il Pescara vuole ambìre a traguardi prestigiosi bisognerà tirare fuori maggiore cattiveria in quelle situazioni. Il torneo di Fiorillo non era iniziato sotto i migliori auspici. Nel primo turno rimediò un’espulsone dopo sei minuti nell’infausta trasferta di Livorno, ma già alla terza giornata a Bari si mise in mostra respingendo due tentativi ravvicinati di Valiani. A Como lo scorso 15 novembre la più bella partita in biancazzurro. Almeno cinque interventi superlativi che si rivelarono determinanti per il successo. Finora solo un paio di incertezze. Sulla punizione di Gabionetta nel match di andata contro la Salernitana e sulla rete di Catellani nel match casalingo contro lo Spezia quando scese in campo con una maschera protettiva a pochi giorni dalla frattura al setto nasale. Dunque, in generale il suo rendimento è stato molto positivo. Sabato a Cagliari la prova del nove contro la corazzata rossoblù. In Sardegna si troverà di fronte Federico Melchiorri. Insieme nella passata stagione sfiorarono la serie A e quest’anno inseguono lo stesso obiettivo. Con la sua squadra l’attaccante marchigiano, salito a quota 8 con la doppietta di ieri, è già a buon punto, mentre Fiorillo dovrà sudare ancora per ottenere la seconda posizione e il conseguente passaggio a titolo definitivo dalla Juventus al Pescara che ha l’obbligo di riscatto in caso di promozione. «Affronteremo la squadra più forte della serie B», ha concluso Fiorillo, «ma abbiamo le armi per metterla in difficoltà. Il Pescara scende in campo sempre per imporre il proprio gioco e anche sabato sarà così».

Giovanni Tontodonati

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