Fiorillo: si poteva fare di più play off alla nostra portata

30 Dicembre 2019

Il portiere al rientro dopo 2 mesi dall’infortunio: «Il pareggio ci sta stretto»

PESCARA . «Siamo stati un po' incostanti, magari si poteva fare qualcosa di meglio, ma alla fine credo che il bilancio del girone di andata sia buono. E si può fare meglio. Play off? Con questa classifica cortissima è tutto possibile». Capitan Vincenzo Fiorillo vede il classico bicchiere biancazzurro anche più che mezzo pieno al chiudere dell'anno solare che coincide col giro di boa del campionato. Intanto, per stare sull'attualità, occasione sfumata per il rientro in zona play off. «Il pari ci sta stretto, non c'è dubbio, la partita l'abbiamo fatta noi. Ma non trascurerei la qualità dell'avversario, la classifica del Chievo è molto bugiarda».
Al rientro dopo il brutto infortunio, tutt'altro che indolore anche per la squadra, il portiere è contento sul piano personale e si concede anche per un breve bilancio. «Forse il pubblico si aspettava qualcosa in più, ma la situazione è comunque soddisfacente. Senza trascurare il fatto che la squadra è cambiata molto e i tanti infortuni che abbiamo avuto. Due crociati saltati in pochi giorni (Tumminello e Balzano. ndr) senza dimenticare il resto, destabilizzerebbero qualsiasi gruppo», dice il numero uno di Zauri, «Il pubblico? Ovvio che ci piacerebbe vedere lo stadio molto più affollato, ma penso che basterà alzare un po' il livello delle prestazioni per farlo tornare, e pensando a Benevento, Pisa o Empoli mi pare alla portata».
Tra le perplessità più condivise, nonostante i numeri non brillantissimi in difesa, quelle sull'attacco: sono così infondate? «Secondo me si. C'è che dice che siamo troppo dipendenti dalle prestazioni di Galano e Machìn», spiega Fiorillo, «ma a parte il fatto che sono i più bravi, non solo qui tra noi, è anche merito della squadra metterli in condizione di esprimere le loro grandi qualità».
Magari il mercato aiuterà anche in questo senso. «Tutto si può migliorare. Se arriva qualcuno davvero forte non conta nemmeno il ruolo», se la sbriga lesto Fiorillo.
Inevitabile un riferimento al caso del giorno, l'esclusione della mezzala dopo i fatti di Livorno (sostituzione contestata platealmente). «Premesso che non ero lì, vorrei dire che sono episodi come ne capitano ovunque», dice Fiorillo. «Stavolta c'erano i microfoni aperti e quindi si è immediatamente creato il caso. La nuova partita in tre giorni non ci ha permesso di trovare il momento per chiarire le cose, ma lo faremo. E senza strascichi, sono certo. Il mister ha preso una decisione che noi dobbiamo solo rispettare, ma non devo certo ricordare io chi è Ledian. Uno che alla squadra ha sempre dato un contributo importante. Anche come comportamento».
Tra i protagonisti della partita, Edoardo Masciangelo. Una gran bella prestazione, cui è mancata, fa strano dirlo per un difensore, soltanto il gol... «E già, peccato. Ma di sicuro dove devo migliorare è nella lucidità in fase conclusiva», replica sorridente l'esterno passato da ragazzino per Roma e Fiorentina e poi da Arezzo e Piacenza, prima che a Lugano via Juventus Under 23, «naturalmente ho voglia di fare anche meglio e spero di guadagnarmi lo spazio per farlo in futuro. Però abbiamo fatto una bella prestazione. Li abbiamo messi in difficoltà e se va dentro quella palla di Machìn...».
Fine girone, che campionato ha visto Masciangelo? «Una serie B di alto livello, se posso fare un paragone, vale la serie A svizzera, dove ho giocato. Questo Pescara? Può fare molto bene, abbiamo dimostrato di avere qualità e mezzi, dobbiamo migliorare forse in continuità. Ma abbiamo mezzi e voglia».
Ambizioni che non mancano a Filippo Melegoni: smaltito il brutto infortunio al ginocchio, ora non vorrebbe perdere tempo. «C'è rammarico, ovviamente, perché meritavamo di più. Ma il Chievo è un buona squadra, si è difeso molto bene. Propstetive? Personalmente è naturale che conta molto ritrovare la migliore condizione ma naturalmente vorrei avere anche la necessaria continuità per potermi esprimere. Restare? Mi piace questo gruppo ma ovviamente ci sono discorsi che competono ad altri» Nel caso, di sicuro a Zauri ma soprattutto all'Atalanta, club che detiene il cartellino.
©RIPRODUZIONE RISERVATA