Fiorillo: «Troppi errori, chiediamo scusa ai tifosi»

Il capitano fa mea culpa: «Ci sono dei problemi e dobbiamo risolverli»
PESCARA. «Una sconfitta che ci dispiace profondamente, perché volevamo iniziare l'anno con una buona prestazione, regalando una soddisfazione ai tifosi, e perché alla curva volevamo degnamente onorare la memoria dell'indimenticabile Bubù. Non ci siamo riusciti: per questo chiediamo scusa ai tifosi. Ci abbiamo provato ma non è bastato, abbiamo sbagliato troppo, specie nell'atteggiamento a inizio secondo tempo, inutile girarci intorno».
Capitan Vincenzo Fiorillo, uno dei pochi che ci mette la faccia anche nei momenti difficili, inizia l'analisi del dopo partita con una serena e anche severa autocritica. Ma subito dopo sottolinea anche quello che evidentemente ritiene un valore assoluto: l'integrità dello spogliatoio. «Il nostro gruppo è solido, chi ci segue durante gli allenamenti sicuramente lo vede. Sotto questo aspetto non abbiamo problemi. Certo», aggiunge il capitano biancazzurro, «dobbiamo capire queste difficoltà, col risultato in bilico non si possono avere cali di tensione, non si può affrontare l'avversario molli come siamo stati in quei 10 minuti di inizio ripresa». Vi sarete dati una spiegazione per questi due mesi di crescenti difficoltà, in particolare in casa? «Sinceramente non so, però il problema esiste e indubbiamente dobbiamo parlarci, capire, spiegarci, perché il problema non è solo di tattica, e in ogni caso di quella non tocca a noi parlare».
Si parla di rinforzi, di Melchiorri. Sarebbe un bell'aiuto? «Chiunque dovesse arrivare è chiaro che deve innanzitutto avere voglia di dare una mano, mettersi a disposizione e sacrificarsi. Federico è un attaccante di qualità, non si discute, e naturalmente porterebbe anche una forte motivazione, senso di appartenenza, conoscendo bene l'ambiente e molti di noi. Ma, ripeto», conclude Fiorillo, «tocca in primis a noi capire i problemi e trovare la strada per il riscatto». Il discorso dell'approccio sbagliato, della scarsa attenzione o determinazione in certi frangenti sembra condiviso anche da Maniero, bomber ritrovato ma senza sorriso. «Fare gol è naturalmente una soddisfazione, ma, se poi la partita non la vinci, non hai nessuna voglia di esultare. E in questo momento più che al mio gol, penso al brutto risultato, agli errori che abbiamo fatto, perché è indubbio che specialmente in casa dobbiamo fare molto meglio, non possiamo regalare così tanti punti». La Salernitana, come all'andata, è riuscita a mandarvi a vuoto con facilità. «E' vero, sono riusciti a metterci spesso fuori tempo, hanno saputo approfittare dei nostri errori e anche di approcci sbagliati a inizio partita e ripresa. Errori da correggere in fretta, perché rimontare non è facile. E, mi ripeto», conclude il centravanti biancazzurro, «perdere punti così qui in casa questa cosa è ancor più grave. Il primo cambio lo dobbiamo fare dentro di noi, serve di ritrovare attenzione, cattiveria, aggressività. Non c'è modulo che ti regala queste doti, se le hai le trovi dentro. E sono certo che sapremo dimostrare di avercele, sapremo rialzarci ». Uno che in verità non avrebbe molte autocritiche da fare è Milos Bocic, vivacissimo esterno d'attacco che ha dato se non altro un buon cambio di marcia all'attacco biancazzurro. «Ho fatto bene? Sono contento che si dica, ma purtroppo serve a poco se non è bastato a cambiare il risultato. Il mio ruolo è quello di dare al mister soluzioni diverse, il mio dovere è farmi trovare pronto quando serve. Lavoro per questo e se quando entro aiuto la squadra ovvio che sono contento. Ma se non arriva il risultato, francamente non trovo motivi di soddisfazione». Forse lì davanti in un 4-3-3 potrebbe dare il meglio il classe 2000 arrivato dall’Udinese. «Tocca al mister valutare. Per me giocare è l'unica cosa che conta, per questo devo continuare a lavorare sodo, l'unico modo per convincere il mister a darmi più spazio è farmi vedere pronto». Fiorillo, poco più in là, ancora accerchiato da microfoni, sembra quasi che voglia sottolineare il concetto. «Non è questione di moduli, dobbiamo ritrovare motivazioni, aggressività, convinzione. Non eravamo fenomeni prima non siamo diventati gli ultimi. Pensiamo a lavorare. Dobbiamo riscattarci già a Pordenone».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

