Fiorillo: «Voglio dimostrare a Oddo che sono da serie A»

Il portiere biancazzurro: «Chi viene deve sudarsi il posto» E si fa tatuare sul braccio la data della promozione
PESCARA. Tre anni dopo, una nuova gioia. Nel 2013 Vincenzo Fiorillo vinse il campionato di serie B con il Livorno, tatuandosi la data del successo (2 giugno) dietro al collo. Dedicò la promozione al compianto Piermario Morosini, suo compagno di squadra in Toscana e a Reggio Calabria.
Stavolta ha scelto il braccio sinistro per celebrare il successo col Pescara. Un tatuaggio con la scritta “novegiugnoduemilasedici” (giorno della finale di Trapani). Per il portiere genovese la festa è stata doppia, visto che il Pescara lo ha riscattato dalla Juventus per 2 milioni di euro.
«Era il mio sogno», afferma Fiorillo, «non me ne voglia la Juve, che ho ringraziato, ma volevo diventare un giocatore di proprietà del Pescara. E poi i bianconeri non hanno bisogno di me». Oggi andrà all’Accademia del portiere a Montesilvano, per salutare i preparatori biancazzurri, poi in vacanza. «Andrò a Mykonos, in Grecia, con i miei amici di infanzia e tornerò il 30 giugno». L’11 luglio ci saranno le visite mediche e i test atletici e il 14 la squadra partirà per Rivisondoli. Per Fiorillo sarà la stagione più importante della carriera. I dirigenti biancazzurri cercano un portiere: si fanno i nomi di Sepe, Bardi e Leali.
«Non c'è problema, la concorrenza mi carica. Dico solo che chi verrà qui l’anno prossimo dovrà sudarsi il posto. Con Aresti c'è stata una sana competizione, mentre fuori dal campo è nata una splendida amicizia. In futuro non regalerò niente a nessuno: il mio obiettivo è dimostrare di essere pronto per la A».
Negli ultimi tre anni si è tolto parecchie soddisfazioni. Un campionato vinto con il Livorno, una finale play off persa a Bologna e ora la promozione. «Ho ricevuto tanti messaggi di stima dai tifosi. Un pensiero a Gabriele Aldegani, un compagno speciale». La chiusura è su Massimo Oddo: «Non posso mettere becco sul mercato, ma sarebbe vantaggioso conservare questo gruppo. E il merito va anche a Oddo».
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