Fischi e polemica per Thiago Motta Il procuratore: «È accerchiato»

VERONA. Lo stadio Bentegodi fischia al momento della sostituzione, Conte scatta come “mamma tigre” scatta per difenderlo e trascina dietro un piccolo esercito, guidato non solo dall’agente dell’italo-...
VERONA. Lo stadio Bentegodi fischia al momento della sostituzione, Conte scatta come “mamma tigre” scatta per difenderlo e trascina dietro un piccolo esercito, guidato non solo dall’agente dell’italo-brasiliano, Alessandro Canovi , figlio di Dario, uno degli storici procuratori dal calcio italiano: «Come ha reagito Thiago Motta ai fischi dei tifosi? Ci sono state due diverse reazioni, la mia e la sua che è stata molto più tranquilla, ha mantenuto la calma. Come ha detto lui, i fischi bisogna sempre accettarli, sono un diritto del pubblico». Ma – si intuisce dall’andazzo del discorso – forse stavolta poteva non esagerare, come ha spiegato ieri Giancarlo De Sisti, uno dei campioni d’Europa del ’68, uno dei “messicani” di Italia-Germania 4-3: «Thiago è uno che sa giocare a calcio. Credo che vada rispettato per il suo modo di interpretare il calcio di Conte, uno che ha bisogno di un centrocampista compassato, palleggiatore, in mezzo a tanti corridori».
Eppoi, come argomenta ancora Canovi, «sta tornando da un infortunio, si è messo a disposizione di Conte ma mi viene da pensare che i fischi siano una conseguenza di questo accerchiamento mediatico avvenuto nei confronti di Thiago. Lui e Renzi sono stati i personaggi più chiacchierati in Italia negli ultimi giorni: ho sentito dire da addetti ai lavori che addirittura il numero 10 doveva essere tolto dalla Nazionale, dimenticando che è sulle spalle di un giocatore di 33 anni che ha vinto tutto a livelli di club». (p.o.)
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