Flop Italia, Spalletti striglia gli azzurri

Dopo il ko con la Spagna il ct tiene a rapporto la squadra prima dell’allenamento. Con la Croazia serve un pari per gli ottavi
ISERLOHN (Germania). Un risveglio amaro. L'Italia all'Europeo di calcio scopre di non essere quella della prima partita, vinta con l'Albania, e spera di non essere quella della seconda, persa con la Spagna senza mai poter lasciar pensare a un esito diverso. «Questione di freschezza», dice il ct Spalletti, evocando la spiegazione della tenuta fisica che per tanti allenatori è totem difensivo. Di fatto, i numeri di chi analizza per mestiere i 90' di ciascuna partita, dicono altro in un confronto, quello del secondo turno del gruppo B giocato a Gelsenkirchen, in cui l'unica cosa da salvare è addirittura il risultato, un 1-0 di misura che non dà lontanamente l'idea del dominio totale delle Furie Rosse su Donnarumma e compagni.
Una vittoria o un pareggio per restare in Germania a difendere il titolo europeo vinto a Wembley tre anni fa. Quella dell'Italia a Lipsia lunedì contro la Croazia, nell'ultima sfida degli azzurri nel gruppo B della fase a gironi, sarà un'altra ultima spiaggia, come già successo in passato tra Mondiali e tornei continentali, in cui la squadra di Luciano Spalletti dovrà tenere i nervi saldi e non farsi sopraffare dal timore di non riuscire a conquistare gli ottavi di finale. Qualificazione che potrebbe arrivare anche in caso di sconfitta nel caso in cui gli azzurri riescano ad arrivare tra le migliori quattro Nazionali terze classificate nei rispettivi gironi: in questo caso bisognerebbe, però, prima aspettare il risultato di Spagna-Albania e poi vedere come si piazzeranno le altre terze dei gironi.
Anche le parole, nel day-after di ieri, del campione del mondo, Gianluigi Buffon, non possono far dormire sonni tranquilli in prospettiva: «Preoccupante è il dispiacere di aver pensato di aver raggiunto un determinato livello e abbiamo avuto un riscontro che non ci aspettavamo, però - ammonisce il capo delegazione degli azzurri - penso anche che tra le spiegazioni, quelle che ha detto il mister sono veritiere». Nel dopo partita, nella “pancia” della Veltins-Arena, il commissario tecnico ha tentato di spiegare la debacle azzurra parlando di mancanza di freschezza e brillantezza («loro erano molto più freschi e lucidi di noi. L'Italia non è stata brillante come loro e non ha avuto la gamba»), piuttosto che di manifesta inferiorità. La lettura tecnica, oramai per ogni squadra, è accompagnata poi a freddo dalla lettura dei numeri. E qui sono incontrovertibili le statistiche sulla partita persa giovedì dagli azzurri, letteralmente schiacciati sulle fasce dagli imprendibili Nico Williams e Yamal e dominati completamente a centrocampo dal trio composto da Fabian Ruiz, Pedri e Rodri.
Ieri, alla ripresa degli allenamenti, il ct Spalletti ha tenuto inizialmente il gruppo a rapporto negli spogliatoi e così i primi calciatori sono scesi in campo alle 12.18, una ventina di minuti dopo l'orario fissato sulla tabella di marcia. Completamente diverso il clima rispetto al giorno dopo il successo contro l'Albania, quando l'allenamento era stato aperto per tutta la sua durata e sulle tribune avevano trovato posto i bambini che avevano partecipato a un concorso promosso dalla Figc. Qualche giorno fa l'entusiasmo era dilagante e la doppietta di Retegui e il gol di Fagioli erano stati accolti da tanti applausi. Ieri, invece, all'interno sono stati accolti solo i giornalisti e per il classico quarto d'ora con riscaldamento e inizio della partitella con una delle formazioni delle giovanili del Borussia Dortmund.
Angelo Caradonna

