Flop mini-tessere: sono solo 31 quelle vendute

8 Febbraio 2015

Un flop inatteso, forse causato dal pessimo rendimento casalingo dei biancazzurri. I sette risultati utili consecutivi avevano spinto la società a riaprire la vendita degli abbonamenti (dal 27...

Un flop inatteso, forse causato dal pessimo rendimento casalingo dei biancazzurri. I sette risultati utili consecutivi avevano spinto la società a riaprire la vendita degli abbonamenti (dal 27 gennaio al 7 febbraio) per le ultime dieci partite all’Adriatico con sconti vicini al 30%, ma la mossa non ha riscosso gli effetti desiderati. Soltanto 31 tifosi, infatti, hanno deciso di aderire all’iniziativa. Un segno tangibile che il connubio tra la squadra e la città stenta ancora a decollare. «Dobbiamo essere noi bravi a riportare la gente allo stadio», dice il presidente Sebastiani. « Lo zoccolo duro è questo, mentre gli altri verranno quando si dovrà festeggiare qualcosa di importante. Non dimentichiamoci che ci sono problemi ben più gravi di una gara di calcio. Non possiamo pretendere dai pescaresi di togliere denaro dalle loro famiglie. Come non si può chiedere ad un imprenditore di mettere a repentaglio la propria azienda per comprare un calciatore in più». Sebastiani esclude che il calo delle presenza sia imputabile alla cessione di Maniero. «Non è questo il problema, in attacco ci sono tanti calciatori. Maniero era in scadenza e ha fatto la sua scelta. Noi non dobbiamo rimpiangere nessuno». L’appello alla piazza è andato a vuoto, ma il presidente promette che in futuro la strategia societaria non cambierà. «Tranne la parentesi in serie A, dove abbiamo commesso qualche errore, siamo sempre stati vicini ai nostri tifosi e continueremo ad esserlo». (g.t.)