Follia D’Aversa: testata a un avversario

11 Marzo 2024

Il tecnico pescarese del Lecce entra a contatto con Henry: «Chiedo scusa». La Juve pareggia e scivola al terzo posto

LECCE. Domenica calcistica caratterizzata da un brutto gesto del tecnico pescrese Roberto D’Aversa. Altissima tensione al Via del Mare al termine dello scontro salvezza tra Lecce e Verona, vinto per 1-0 dagli ospiti. Rosso diretto per l'attaccante dei gialloblù Henry, nervosissimo e portato via con la forza dal vice ds Gennaro Del Vecchio, ex dirigente ed ex giocatore dei pugliesi. Henry, che durante la partita si è 'beccato' spesso con Pongracic, lamentava di essere stato colpito: «Avete visto cosa è successo», le sue parole, facendo riferimento a una testata che gli ha rifilato il tecnico del Lecce D'Aversa, poi espulso anche lui. Il club giallorosso ha condannato il gesto del proprio allenatore tanto che, complice anche la sconfitta, ora la sua posizione è al vaglio della società: in caso di esonero si fa il nome di Leonardo Semplici.
«Desidero chiedere scusa a tutti e al contempo ricostruire brevemente il triste e spiacevole episodio che mi ha visto protagonista in negativo al termine della partita Lecce-Verona», il post social del tecnico pescarese. «Sono venuto a contatto testa a testa con Henry, ma non ho colpito con una testata il calciatore veronese, né l'ho ricevuta da lui. Si è trattato di un contatto fisico, di un pessimo esempio, di un'immagine anti sportiva figlia della grande tensione e dell'adrenalina, che però non devono e non vogliono essere mie scusanti né attenuanti. Ho sbagliato e chiedo scusa. Mi sono lasciato trascinare dalla foga e ho perso lucidità, ma non al punto di colpire un'altra persona. Questo non mi appartiene, lo respingo e non lo accetto. Ancora una volta mi scuso con Henry, con il pubblico leccese, veronese e italiano, con gli arbitri, con i due club, con la mia dirigenza, il mio staff e la mia squadra». In arrivo la maxi-squalifica da parte del giudice sportivo. A Salerno, dopo il ko di Cagliari, squadra in ritiro fino a sabato quando alle ore 18 è in programma Salernitana-Lecce.
Juve terza. Rimonte e contro rimonte allo Stadium, ma finisce 2-2: Juve e Atalanta si riprendono a vicenda e si chiude con un punto che serve a poco. Koopmeiners è il mattatore con una doppietta, tra i suoi due gol ci sono le firme di Cambiaso e Milik che illudono Massimiliano Allegri. I bianconeri scivolano al terzo posto, i nerazzurri di Gian Piero Gasperini rimangono sesti, così festeggiano Inter e Milan. «Abbiamo guadagnato un punto in classifica sul Bologna», ha detto alla fine il tecnico bianconero Massimiliano Allegri, «abbiamo tenuto l’Atalanta a 11 punti, non scordiamoci che il nostro obiettivo è quello di arrivare tra le prime quattro. Mancano 10 punti, la prestazione della squadra è stata buona, ai ragazzi non posso rimproverare assolutamente nulla, anzi, in un clima in cui nel primo tempo eri sotto e parte dello stadio non ci ha aiutato». «Il risultato è giusto», gli fa eco Gasperini, tecnico dei nerazzurri. «Col Bologna, invece, abbiamo giocato due discrete partite raccogliendo zero punti ma il calcio è fatto anche di questi episodi».
Angelo Caradonna