Fontecchio ormai è una stella della serie A

1 Giugno 2015

Il 19enne pescarese della Virtus Bologna si “dichiara” per la Nba: «Ma devo ancora migliorare tanto»

PESCARA.

L’enfant prodige in una famiglia di sportivi di altissimo livello. Simone Fontecchio, 19 anni, non si trova all’apice della pallacanestro italiana per caso. Il padre Daniele è stato un ostacolista di ottimo livello, la madre Malì Pomilio, è stata nazionale femminile di basket e vincitrice di due titoli europei ed il fratello Luca, il maggiore, è un prodotto del vivaio della Virtus Bologna. La genetica, quindi, ma non solo, perché Simone è dotato di grandi qualità e talento. Tanto da essere inserito nella rosa della prima squadra della Virtus Bologna dalla stagione 2012/2013. La compagine felsinea è stata sconfitta da Milano ai play off.

«Siamo partiti in una situazione difficile, con meno due punti in classifica. I programmi erano molto chiari e l’unico obiettivo era la salvezza. Nel corso della stagione, però, ci siamo accorti di avere delle qualità. Viste le aspettative è un risultato molto positivo e di questo siamo stati molto orgogliosi».

E la sua stagione come la si può definire? Ventisette gare, 661 minuti giocati e 191 punti segnati. Nominato anche miglior under 22 della stagione regolare.

«Sono partito abbastanza bene ma un infortunio alla caviglia a dicembre mi ha tenuto fuori un po’ di tempo. Ci ho messo un po’ a riprendere la condizione fisica ma, anche con qualche sacrificio, sono riuscito a tornare in campo e chiudere bene».

In quali aspetti, se ce ne sono, si sente di migliorare?

«Devo sfruttare ogni momento ed ogni allenamento per crescere. E gli aspetti sono diversi. Dal tiro al palleggio sono tutti fondamentali importantissimi».

A prescindere dall’età, che effetto fa far parte di una società gloriosa come la Virtus Bologna?

«E’ il quinto anno che sono a Bologna ma l’emozione è sempre molto forte. Il palmares dice tutto sulla storia di questa società. Personalmente sono molto orgoglioso di farne parte ed ho ancora un contratto di tre anni qui».

È attualmente considerato da DraftExpress tra i top 15 prospetti internazionali del 1995.

«Sicuramente mi fa piacere ma, come ripeto, devo ancora migliorare tanto».

C’è anche la voce, confermata dal suo agente Max Raseni, che si dichiarerà per il prossimo draft Nba.

«L’Nba è un sogno per tutti quelli che, come me, amano e giocano a pallacanestro. E per questo motivo mi sono reso eleggibile. Lavoro ogni giorno per arrivare a giocarci e in futuro spero di riuscirci. Un futuro non so quanto prossimo ma lo spero».

Parliamo ora di nazionale italiana. La trafila nelle giovanili e la presenza, con la nazionale maggiore, nell’All Star Game 2014 disputato ad Ancona.

«Il mio rapporto con la maglia azzurra è molto buono e ora sto pensando agli Europei Under 20 (a Lignano Sabbiadoro dal 7 al 19 Luglio, ndr) che giocheremo in casa e questo rappresenta uno stimolo maggiore per fare bene. E’ ovvio che l’ambizione è quella di vestire la maglia della nazionale maggiore e di ottenere i migliori risultati».

Parliamo ancora un po’ di campionato di serie A. Sono scattati i play off scudetto e siamo arrivati alle semifinali con Milano,Sassari, Venezia e Reggio Emilia: ci fa un pronostico?

«Milano è la grande favorita anche perché in una serie lunga resta la squadra più forte e completa. Comunque vedere piazze emergenti come Sassari e Reggio Emilia, per esempio, ad alti livelli è un fattore che può far solo del bene al basket italiano».

Quanto tempo, secondo lei, bisognerà aspettare per vedere, di nuovo, una squadra italiana primeggiare al di là dei confini?

«Dipende da molti fattori. In Europa e nelle Coppe ci sono squadre più strutturate fisicamente e questo è un dato molto importante. Ma ci sono anche fortuna ed esperienza. Ci vuole del tempo».

Chiudiamo con una picola divagazione sul calcio: da pescarese sarebbe felice di vedere di nuovo il Pescara in serie A?

«Non seguo molto il calcio, lo ammetto, ma sarei felice. Se poi la finale per la serie A dovesse essere tra Pescara e Bologna ancora meglio».

E per chi farebbe il tifo?

«Ovvio, per il Pescara».

Matteo Falzon

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