Formichetti: vi racconto la tappa abruzzese del Giro

Il referente della Rcs fa il punto tra strade da aggiustare e risvolti economici: «La manifestazione costerà 150-200mila euro, ricettività alberghiera già satura»
PESCARA. La macchina organizzativa per ospitare la tappa abruzzese del Giro d’Italia del Centenario è partita da tempo. Tutto il lavoro è finalizzato all’appuntamento di domenica 14 maggio per la Montenero di Bisaccia-Blockhaus. Probabilmente, sarà una tappa che caratterizzerà la prima fase della corsa rosa. Sarà dura e faticosa, non a caso il giorno dopo gli organizzatori hanno previsto una giornata di riposo. Maurizio Formichetti è il referente in Abruzzo della Rcs, che organizza il Giro d’Italia. E’ lui che ha in pugno la macchina organizzativa. A poco più di un mese dall’avvenimento è lo stesso Formichetti che fa il punto della situazione.
A che punto è l'organizzazione della tappa Montenero di Bisaccia-Blockhaus?
«Ci siamo, ci sono da risolvere dei dettagli, ma il più è fatto».
Dettagli di che genere?
«Ad esempio, la neve fuori da Roccamorice in mezzo alla strada. Bisogna vedere che cosa c'è sotto la coltre bianca, come sta il manto stradale».
Appunto, come sono messe le strade?
«Da San Salvo a Francavilla si percorrerà la statale 16 e di conseguenza non sono necessari grossi interventi».
Quindi la corsa non attraverserà Ortona?
«No, perché altrimenti si allungava troppo il chilometraggio della tappa, serviva più fluidità al percorso in quel tratto e quindi i corridori non entreranno in città».
Dopodiché?
«Da Francavilla si girerà verso Chieti, si prenderà la Fondovalle Alento; nel tratto di pianura non ci sono problemi. La salita verso Chieti città cambia perché la carovana farà la salita di via Madonna del Freddo e di via Ianni. All'interno della città le strade scelte necessitano di interventi di manutenzione. Dopodiché si scende verso lo Scalo e si va in direzione montagna. Da Abbateggio a Roccamorice la strada è rovinata e lì necessitano degli interventi mirati, così come quando si esce dal comune di Roccamorice in direzione Blockhaus».
Poi?
«Il tratto Manoppello-Lettomanoppello va messo in sicurezza».
Per il 14 maggio sarà tutto pronto?
«Così mi è stato assicurato e non ho motivo per dubitarne».
Come è stato modificato il percorso dall'idea originaria?
«L'idea originaria non è stata cambiata. E quindi i corridori percorreranno il tracciato che era stato immaginato quando siamo partiti. La definizione del percorso è stata sospesa per una questione di chilometraggio; dopodiché c'è stato il via libera alla deviazione Manoppello-Lettomanoppello in modo tale da passare davanti alla basilica del Volto Santo di Gesù che nel 2006 doveva essere sede di arrivo di tappa, poi spostato per motivi logistici a Passo Lanciano. I comuni di Manoppello e Lettomanoppello verranno toccati, ma la carovana non attraverserà i paesi».
C'è stato l'inchino di cui si è parlato nei giorni scorsi? La politica ha interferito sul tracciato della tappa?
«A me, Maurizio Formichetti, referente Rcs, nessuno ha detto o chiesto niente. E quindi penso che sia solo leggenda metropolitana. Il Giro d'Italia promuove il territorio, ma non si inchina al territorio».
Quanto costa una tappa del Giro?
«Dai 150 ai 200mila euro. Al costo della tappa abruzzese parteciperà la Regione per 80mila euro che vengono concessi al Comune di Pretoro che è firmatario della convenzione con la Rcs; per la restante parte mi sono impegnato io, attraverso la ricerca degli sponsor. Detto ciò mi preme ringraziare l'assessore regionale allo sport Silvio Paolucci che da subito ha sposato questo progetto che è stato laborioso e lungo. E poi l'assessore Donato Di Matteo che ha mostrato interesse alla riuscita della tappa e alla promozione del territorio montano».
Non ci saranno squadre abruzzesi.
«Purtroppo no, non ci sarà la Nippo Vini Fantini. Dovremo fare il tifo per Dario Cataldo (di Miglianico, ndr) che rappresenterà l'Abruzzo con l'Astana».
Come mai l’Abruzzo non è stato toccato dalla Tirreno-Adriatico?
«Perché ci sono stati dei comuni delle Marche e dell'Umbria più pronti a fare delle richieste concrete. Dall'Abruzzo niente, solo Ripa Teatina aveva manifestato un certo interesse che però non si è concretizzato».
Quanto è difficile organizzare una tappa del Giro?
«Tanto, a maggior ragione di questi tempi in cui scarseggiano le risorse economiche. Personalmente, dopo quattro arrivi di tappa in montagna più 16 arrivi e partenze della Tirreno, sono abbastanza stanco. Questa potrebbe essere anche la mia ultima volta, ogni anno è più difficile. Detto ciò, comunque, mi sono già fatto portavoce per il 2018 della proposta di un comune importante della costa che vorrebbe fare arrivo e partenza di una tappa del Giro».
Ripercussioni sull’economia abruzzese?
«In primis la ricettività alberghiera, nelle zone di montagna è già satura per ospitare la carovana e i tifosi, anche da fuori regione. Io mi auguro che sia una festa e, soprattutto, il principio del rilancio di una regione martoriata dal maltempo e dal terremoto».
Quella abruzzese sarà una tappa adatta a chi?
«A gente come Nibali, Aru e soprattutto Quintana. Se togliamo Contador e Froome, i migliori al mondo saranno al Giro d’Italia».

