Fornasier: una sconfitta che brucia e fa male Ma ci rialzeremo presto

2 Ottobre 2016

PESCARA. Teste basse, volti scuri, la delusione è palpabile nello spogliatoio biancazzurro. La sconfitta più amara, oltre che inattesa forse. Un risultato che nessuno manda giù facilmente ma anche il...

PESCARA. Teste basse, volti scuri, la delusione è palpabile nello spogliatoio biancazzurro. La sconfitta più amara, oltre che inattesa forse. Un risultato che nessuno manda giù facilmente ma anche il più trasparente di questo scorcio di stagione. «Sí, pesa, dispiace questa sconfitta, certo più di quella con la Lazio», ammette Michele Fornasier (nella foto), «anche perché in prospettiva potrebbe essere quasi uno scontro diretto per la salvezza, comunque una di quelle gare dove fare punti è indispensabile. Invece». Invece, è venuta fuori la peggior partita. «Certo non abbiamo fatto bene, ma in realtà l’avevamo approcciata bene, anche perché volevamo a tutti i costi farla nostra. E nel primo tempo alla resa dei conti non avevamo fatto male, dopo quei quindici minuti iniziali un po’ sofferti. Avevamo anche costruito qualche buona occasione, purtroppo però un po’ anche per inesperienza, alla fine ci siamo fatti prendere dalla voglia di riscatto, ci siamo sbilanciati e l’abbiamo pagata cara». Magari a quel punto era meglio tenere basso il ritmo, accontentarsi. «Sì, ma la verità è che siamo stati puniti su nostri errori, avevamo la palla ma gli abbiamo regalato spazio e palla per andare in porta», dice il difensore. Si è visto un Oddo molto deluso: è stato duro nello spogliatoio? «Ovvio che fosse deluso. Al rientro ci ha detto che queste lezioni le dobbiamo imparare, che dobbiamo rimanere compatti e crescere soprattutto di squadra, perché nessuno di noi può immaginare di risolvere i problemi di tutti. Comunque», aggiunge il centrale pescarese che dopo l’infortunio di Gyomber è tornato a fare coppia fissa con Campagnaro smaltito l’infortunio che l’aveva costretto ai margini a inizio stagione, «sappiamo di essere un buon gruppo e lavorando sodo possiamo rialzarci anche in fretta, perché non è la prima volta che capita un periodo un poì così. Però, qui è la serie A, e allora il prezzo rischia di essere caro. Molto caro. Importante quindi è crederci. Sempre».

Magari anche trovare la chiave per evitare certi cali nei secondi tempi. A Roma, contro la Lazio, come con Inter e Napoli, con la sola eccezione di Genova, ma con due uomini in più, il Pescara negli ultimi venti minuti è quasi sparito. Col Chievo un po’ meno ma o il risultato è stato lo stesso. Stanchezza o c’è dell’altro? «Credo che non sia solo un discorso di stanchezza, che in qualche caso magari è più un alibi che una prova, perché di fatto corriamo anche più degli avversari. La verità però», conclude l’ex sampdoriano, «è che siamo stati puniti quando abbiamo cercato di fare il risultato». (w.n.)

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