Francavilla, il cambio tecnico è un flop

Squadra in picchiata e i tifosi contestano: da Montani a Gelsi situazione peggiorata
Nella giornata (la 28ª) che ha consacrato la leadership del Martinsicuro (corsaro ad Alba Adriatica), consentendo ai ragazzi di Di Fabio di allungare nei confronti delle rivali, la copertina spetta però al Francavilla. Non per i risultati (il pari di domenica ha fatto scivolare al quarto posto gli adriatici), ma per la situazione venutasi a creare tra una parte della tifoseria giallorossa (quella organizzata) e il presidente Fabio De Vincentiis. Sistematicamente contestato da chi, è evidente, non gli perdona di aver mandato a casa il tecnico Fabio Montani, con la squadra prima in classifica. Domenica però, al Valle Anzuca, si è superato il segno: dai cori, non proprio amichevoli, si è infatti passati ad un fitto lancio di fumogeni e petardi, che ha costretto il direttore di gara a sospendere il gioco per alcuni minuti. Interpellato al riguardo, lo stesso De Vincentiis ha preferito non rilasciare dichiarazioni di alcun tipo. "No comment", le sue uniche parole, anche se l'umore, non certo dei migliori, è destinato a peggiorare nelle prossime ore. Quando dovrà fare i conti con la multa, sicuramente salata, che il giudice sportivo comminerà al club per le intemperanze dei sostenitori. Non si sottrae invece alle domande il tecnico del Francavilla Michele Gelsi, che già nell'immediato dopo partita aveva stigmatizzato tali eccessi. «E' stato uno sfogo a caldo», spiega, «relativo ad episodi sui quali non voglio tornare. Mi limito solo a sottolineare che la situazione venutasi a creare, sia pur con una minoranza del tifo giallorosso, non aiuta di certo la squadra. Che con grande impegno sta cercando di superare l'attuale momento negativo. La critica ci può stare, ci mancherebbe altro. Soprattutto in mancanza dei risultati sperati, ma non deve essere preventiva. Fischi e cori vanno bene a fine gara, o a fine stagione, se non ci si ritiene soddisfatti della prestazione o del piazzamento, ma è in frangenti simili che bisognerebbe remare tutti nella stessa direzione. Per il bene del club per il quale si tifa».
Pentito della scelta fatta? «Nemmeno per sogno. Ho accettato con grande entusiasmo l'offerta del presidente De Vincentiis e sono tuttora convinto di poter far bene. Certo non mi aspettavo una situazione del genere, ma devo dire che la cosa non mi condiziona affatto. Io penso solo a lavorare ed a guidare al meglio questi ragazzi».
Ancora convinto di poter lottare per il primato? «Non sarei qui se non lo fossi. Purtroppo, come ho già detto, i risultati non ci stanno dando ragione, complice anche una serie di episodi negativi. Del resto», sottolinea Gelsi, «a parte l'ampia sconfitta di Sambuceto, negli altri incontri abbiamo sempre fatto noi la partita, finendo spesso con il pagare a caro prezzo ingenuità individuali o alcune decisioni arbitrali. Basti pensare ai tre gol annullatici nelle ultime due gare...».
Ben altra aria si respira invece a Pratola, grazie all'ascesa dei Nerostellati, balzati al secondo posto (a -3 dalla vetta) anche in virtù dell'inatteso (e immeritato) ko patito, in quel di Cupello, dal Paterno. Atteso domani, in terra molisana, dal return-match di Coppa Italia con il Macchia d'Isernia, battuto all'andata per 4-1.
Stefano De Cristofaro
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