Francia con il sorriso L’incubo è svanito
Bleus all’ultimo respiro: decide Payet all’89’. Esce uno spento Pogba La Romania agguanta il pari su rigore con Stancu poi cede nel finale
INVIATO A PARIGI. L’incubo svanisce pian piano. Con la Marsigliese cantata tutta d’un fiato dagli 80mila sulle tribune, con l’urlo di gioia dopo il gol all’89’ di Dimitri Payet, con la voglia di tornare a sorridere anche grazie alla vittoria dei Bleus. Da oggi il 13 novembre, quando lo stadio di Saint Denis diventò teatro di terrore, è un pochetto più lontano. Anche se non si cancella niente, comprese le preoccupazioni per il resto dell’Europeo.
Prova superata. Premessa inevitabile: la sicurezza. Dopo giorni di angoscia, allo Stade de France è filato tutto liscio. Controlli capillari già a qualche chilometro dall’impianto, perquisizioni, forze dell’ordine sparse ovunque. Ha vinto il calcio, almeno in questa serata. Nonostante gli scioperi, nonostante l’immondizia per strada, nonostante l’ansia.
Francia favorita? Poi c’è la partita e qui, al di là della vittoria, saltano fuori le perplessità sulla Francia. L’impressione non è stata granché, i galletti sono rimasti con la cresta bassa limitandosi a qualche iniziativa di Griezmann, al gol di Giroud, alla sostanza di quel Payet che è stato il migliore in campo e proprio in extremis ha salvato la Francia.
Non cambia però il concetto che, giocando come ieri, la Francia non può essere la favorita di questo Europeo.
Pogba spento. Simbolo di una Francia che ha fatto una fatica da matti è stato Paul Pogba, poco pantera e molto micino. Da uno come lui ti aspetti la giocata ma soprattutto ti aspetti personalità. Invece non ha mai dato l’impressione di prendere la squadra per mano.
La posizione (molto basso davanti alla difesa, anche troppo) non l’ha aiutato, ma uno come lui deve andarsi a conquistare spazi e palloni. E invece di lui ricordiamo un tiro da 35 metri nel primo tempo che Tatarusanu ha guardato tenendo le mani in tasca e un destro nella ripresa addosso al portiere. Risultato: al 77’ Deschamps l’ha addirittura sostituito con Martial.
Il rischio e il vuoto. Presa nel sonno o dalla troppa pressione, la Francia ha rischiato grosso subito in avvio. E buon per i blue che dopo 200 secondi Stancu, da due metri, non ha trovato di meglio che sparare addosso al portiere. Per carità, bravo Lloris a chiudere lo specchio per quello che poteva, ma Stancu da quella posizione doveva sfondare la rete.
Solo un lampo improvviso? Macché la Francia è rimasta ben presto impantanata, costretta a ruminare un calcio scontato, senza mai trovare spazi sulle fasce laterali. Solo Griezmann ha dato segni di vita, prima colpendo un palo di testa (era il 14’) e poi con un piattone che ha sfiorato il palo (36’), mentre Pogba era sempre ai margini della partita.
Le scintille. E i gol? Bisognava solo aspettare. Ma non la grande giocata, piuttosto l’errore. E dopo l’ennesimo gol sbagliato da Stancu, ecco la frittata combinata da Tatarusanu: cross innocuo di Payet, è vero che Giroud allarga un po’ le braccia ma Tatarusanu va molle sul pallone e l’attaccante lo supera di testa: presenza 50 in nazionale di Giroud e gol 50 della Francia nella storia degli Europei.
A quel punto un po’ tutti si aspettavano l’inizio della fine per la Romania. Perché un conto è giocarsela, un conto è dover segnare per forza. E invece dopo appena 7’ eravamo già sull’1-1. Stavolta l’errore è stato di Evra, in netto ritardo su Stanciu: entrata sulla gamba e rigore netto. Dopo essersi divorato due gol, Stancu va sul dischetto: palla a destra, portiere a sinistra, 1-1.
Sembrava il risultato più logico, anche inevitabile visto che la partita si avviava verso il the-end senza sussulti. E invece, improvvisa, è arrivata la prodezza di Payet, un siluro dai 25 metri finito sotto l'incrocio dei pali, imparabile per Tatarusanu. Vince la Francia, ma Deschamps deve inventarsi qualcosa perché così non andrà molto lontano.
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