Francia-Germania scontro tra titani

La spinta di chi gioca in casa e la forza dell’esperienza
INVIATO A MARSIGLIA. Ci sono partite di pallone che non sono partite di pallone. Vanno oltre, toccano le corde delle emozioni più forti, bussano alla camera della storia, diventano letteratura. Probabilmente “Italia - Germania 4-3” del 1970 a Città del Messico è il capolavoro, l’opera più cinematografica della storia del calcio, ma c’è anche un’altra partita che merita di essere inserita nella stessa collana: Germania - Francia 5-4 del 1982. Siamo ai Mondiali, si gioca a Siviglia, c’è l’uscita assassina non sanzionata dall’arbitro del portiere tedesco Harald Schumacher sul francese Patrick Battiston, c’è la Francia che si porta sul 3 a 1 nei tempi supplementari, viene raggiunta sul 3 a 3 per poi perdere 5 a 4 ai rigori. Da allora la Francia ha vinto un Mondiale e due Europei, ha incrociato il suo destino coi tedeschi sia nel 1986 e che due anni fa in Brasile, ma è la partita del 1982 che i media continuano a riproporre in tv ed è su quelle immagini che il ct Didier Deschamps costruisce la voglia di vittoria della sua nazionale che oggi nello splendido Velodrome di Marsiglia chiede alla Germania il pass per la finale.
Per farlo si affida a quel 4-2-3-1 balbettante nella fase di qualificazione, addirittura inguardabile nel primo tempo con l’Irlanda, ma straripante nel quarto con l’Islanda.
«Bisogna finirla di parlare del passato - afferma Deschamps - c'è una nuova pagina da scrivere. Quello che conta è l’oggi: che i giocatori siano convinti e che il pubblico ci aiuti. Non si può competere con la Germania sul piano dell'esperienza, dei titoli, dell'abitudine a queste partite. Ma se siamo qui, evidentemente, qualche qualità la abbiamo. La Germania non è campione del mondo per caso e in questa rassegna ha dimostrato tutta la sua forza e il suo valore. La squadra di Loew fa sempre la partita, ma non per questo noi dobbiamo pensare di poter vincere solo con difesa e ripartenze, sarebbe un grave errore».
La Germania ha riposato un giorno in più rispetto alla Francia ma sicuramente è uscita da Bordeaux con più acido lattico nelle gambe e tossine da smaltire rispetto ai transalpini. Oltretutto dovrà fare i conti con tre assenze pesanti (oltre allo squalificato Hummels, mancheranno gli infortunati Gomez e Khedira), ma la vittoria con l’Italia ha consolidato le certezze dei campioni del mondo. Ma al ct Joachim Loew non mancano le alternative, anche se non si fida dei francesi. «La Francia è molto più solida del Brasile di due anni fa - ricorda il ct bianconero - È chiaro che essendo la squadra di casa sentirà la pressione, ma una situazione come quella della Seleçao ai Mondiali non penso possa ripetersi...».
Insomma, Marsiglia fa rima con Siviglia.
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