Frenata su Lippi, il presidente prende tempo

8 Giugno 2016

Di mezzo c’è un “conflitto di interessi”. Sullo sfondo la sottile guerra per il rinnovo dei vertici federali

ROMA. La macchia di sugo sul vestito bianco della festa. Il matrimonio Tavecchio-Ventura è stato celebrato in un clima turbato dal caso Lippi. Il presidente federale sognava un ambo da urlo: la nomina del Ct accompagnata dall’investitura dell’ex tecnico campione del mondo 2006 a Berlino. Per il vecchio Marcello, coetaneo del neo allenatore degli azzurri, era pronto un contratto da 600 mila euro e un incarico da Direttore tecnico con supervisione di tutte le squadre della Figc. Niente da fare.

Nelle ultime ore è spuntato fuori un intoppo giuridico che rischia di far saltare tutto. Vale a dire una norma anti conflitti d’interesse che vieta ai procuratori sportivi di operare nel caso in cui un parente assuma incarichi federali. Proprio il caso di Davide Lippi, manager di diversi calciatori (tra i quali l’azzurro Chiellini), che carte alla mano sarebbe costretto ad abbandonare l’attività se il padre Marcello firmasse un contratto con la Federazione. «Non posso nascondere che ho le mie idee, ma qualche approfondimento in questo momento lo merita. Valuteremo i pro e i contro sia giuridici che legali» ha spiegato il presidente della Figc, Carlo Tavecchio. La Federcalcio ha deciso di chiedere un parere alla sezione consultiva della Corte d’appello federale. Un parere che potrebbe anche arrivare in tempi abbastanza rapidi.

Ma il numero uno del Palazzo calcistico non ha manifestato troppa fretta. «La questione non ha necessità di essere risolta né oggi né domani - ha chiarito Tavecchio -, abbiamo più di un mese e mezzo di tempo. Io vado per gradi, prima dovremo vedere le compatibilità e quando la corte federale ci dirà prenderemo una decisione». Il massimo esponente di via Allegri ha precisato, parlando del nome di Lippi, che la questione «non riguarda una sola persona, riguarda il sistema». Un presunto conflitto d’interessi che secondo alcuni non sarebbe casuale quanto a tempistica. «Ci sono coincidenze e situazioni che nella vita capitano sempre. Se guardiamo il buono di questa situazione, servirà per migliorare il sistema», ha tagliato corto il capo del calcio italiano.

Alcune indiscrezioni attribuiscono agli ambienti della Lega Pro, non vicini a Tavecchio, la responsabilità di aver sollevato il caso. Una mossa politica che andrebbe ricondotta alla battaglia, appena cominciata, che porterà al voto di fine anno per il rinnovo dei vertici della Figc. ©RIPRODUZIONE RISERVATA