Furia Baroni: «Penalizzati dalle decisioni arbitrali»

L’allenatore del Pescara non ci sta: «All’Avellino è stato permesso il gioco duro e siamo andati in confusione. È solo un incidente di percorso, guardiamo avanti»
AVELLINO. Tanta amarezza e soprattutto tanta ingenuità. Per il Pescara la sfida del Partenio ha rappresentato forse la più ghiotta delle occasioni sprecate per lanciarsi definitivamente in chiave play off. Dopo tre vittorie consecutive con una solidità difensiva mai messa in discussione, il Delfino è costretto ad arrendersi alla voglia di rialzarsi dell’Avellino rischiando così di compromettere una stagione che sarebbe potuta essere definitivamente indirizzata verso il post season. Ma guai a farne un dramma. E lo sa bene Baroni, che con amarezza ma con estrema lucidità riesce a commentare il ko: «Abbiamo fatto un gran calcio per almeno sessanta minuti. L’unico rammarico sta nel non aver chiuso prima la pratica. I troppi errori sotto porta ci hanno condannato e quando dovevamo continuare a mordere e spingere sull’acceleratore ci siamo improvvisamente fermati. Loro non hanno dovuto far altro che uscire ed iniziare a giocare, sapendo che qualcosa prima o poi l’avrebbero raccolto».
La rabbia di Baroni esce fuori più quando si parla dell’arbitraggio che del risultato. Perché non sembra contento di quello che ha visto in campo e non solo: «Durante l’intervallo nel sottopassaggio c’è stata troppa tensione. A loro è stato permesso di giocare in maniera dura e se la mettiamo su questo piano allora a noi ci batte chiunque. Sul raddoppio dell’Avellino Comi va diritto sul portiere, incredibile come nessuno abbia visto nulla. Sono andato a parlare a fine gara con il direttore di gara dicendogli che con lui non siamo affatto fortunati, basta ricordarsi cosa successe a Frosinone». Il tecnico biancazzurro ha voluto commentare anche i suoi cambi di uomini e di modulo: «Non è vero che l’uscita di Selasi ha cambiato l’andamento della gara. Ci sono stati altri tipi di episodi che hanno dato un nuovo volto alla partita. Ce la siamo cavata anche giocando a rombo, l’unico vero problema sembra essere nella testa di alcuni giocatori che quando si tratta di dover cambiare sistema di gioco vanno un po’ in confusione. Abbiamo giocato con Bjarnason che aveva una caviglia gonfia, Selasi costretto ad uscire per un brutto fallo e con l’inserimento di Politano ho provato a chiuderla ma non è andata come speravo. Ora testa alla prossima gara, è stato un incidente di percorso e ci può stare nel corso della stagione». Chi invece se la ride e torna a sperare nei play off dopo un mese a dir poco disastroso è Rastelli: «Non si è trattato di un miracolo, anzi. E’ stata semplicemente una vittoria di cuore, merito della tanta voglia che questo strepitoso gruppo ha. Abbiamo disputato un primo tempo sottotono, soffrendo tantissimo il Pescara ma siamo stati capaci di trovare la forza per restare in gara e disputare il secondo tempo con la giusta mentalità e voglia di vincere. Meritiamo di raggiungere i play off perché siamo tra le prime otto da inizio stagione». (p.a.)

