Furie al tappeto dopo le prime battute

Coach Bartocci e il capitano Sergio: vinciamo le prossime due e poi vediamo
BOLOGNA. Poche battute e Furie subito al tappeto. Maurizio Bartocci lo sa bene che la partita di Bologna si è decisa nei primi minuti, che una volta incassato il primo cazzotto la sua squadra non si è mai ripresa. Tutto quanto è successo dopo il primo quarto conta poco, anzi nulla. «Approccio sbagliato»conferma il coach biancorosso, «la partita non è mai nata soprattutto per colpa nostra. Al di là dell'indiscutibile differenza di valori tra noi e loro, quando subisci 35 punti nel primo quarto, concedendo agli avversari un 8/11 da tre, non puoi nemmeno pensare di giocartela. In certe partite se non ci arriviamo con la qualità dovremmo provare ad arrivarci col cuore, invece in questo siamo totalmente mancati, soprattutto all'inizio».
Bartocci insomma vede più demeriti dei suoi che meriti della capolista. «Senza nulla togliere a una grande squadra, a giocatori come Umeh e Lawson che in questo campionato fanno la differenza, come pure gente esperta come Ndoja e Rosselli. Se hanno tirato con quelle percentuali micidiali, è perché la nostra difesa non è mai stata all'altezza, collassando dopo la prima penetrazione, lasciando poi spazi enormi per tirare da tre. Poi ci abbiamo provato mischiando le carte, ma zona o uomo cambia poco, quando hai davanti un'avversaria così forte a cui riesce tutto facile. E nel nostro momento migliore, quando siamo risaliti a -12, abbiamo sbagliato un paio di tiri facili e perso palloni stupidi, subendo il colpo definitivo».
A secco di vittorie dal 26 febbraio, zero vinte e cinque perse dopo la sosta per la Coppa Italia, questa Proger sembra stanca, sfiduciata, in difficoltà psicologica, anche perché le sue concorrenti dirette vincono e la classifica si fa ogni giorno più preoccupante. «È la realtà, ma piangerci addosso è inutile», prova a reagire Bartocci, «a questo punto, serve un grande sforzo soprattutto mentale, prima che fisico. La salvezza va inseguita in un modo o nell'altro, in queste due partite che ci restano e semmai dopo, nei playout. Comunque bisogna combattere fino alla fine, le prossime due comunque saranno partite in cui mettere tutto. Prima di tutto perché dobbiamo darci una scossa, comunque perché tra arrivare penultimi e terz'ultimi c'è differenza». Il capitano Luigi Sergio non può che sintonezzarsi sulla stessa lunghezza d'onda. «La matematica non ci condanna ancora ai playout, facciamo di tutto per vincere le prossime due, poi vedremo». (e.s.)

