Galano: «Gol e preghiere con il sogno della serie A»

26 Aprile 2020

L’attaccante del Pescara: «Spero che tutto torni alla normalità, però per il calcio sarà dura e sono molto perplesso. Voglio il record di reti e poi una grande gioia...»

PESCARA. Qualche settimana fa ha festeggiato il suo 29° compleanno. Candeline spente in casa, senza amici e parenti. Cristian Galano, bomber del Pescara con 12 reti, spera di tornare a fare festa in campo e fuori.
Galano, è pronto per tornare in campo?
«Sì, ma fin quando i contagi non diminuiranno la vedo molta dura. Voglio essere positivo e speriamo di tornare almeno in campo per allenarci, ma al momento la situazione è ancora molto complicata. Io vorrei finire il campionato, certo, però in questo momento c’è tanta confusione tra sport, politica e scienza. Contagi e morti sono ancora tanti e riprendere così sarebbe pericoloso».
Tamponi ai calciatori ogni 4-5 giorni. È d’accordo?
«Possono adottare questa linea una volta, ma farla diventare una routine credo che sarà molto difficile. Non è nemmeno corretto che il calcio debba essere tutelato e poi negli ospedali ci sono persone in attesa di analisi e test».
Come trascorre le giornate?
«Cerco di passare il tempo allenandomi, anche nel garage con Maniero, Tumminello e Crecco ,che abitano nel mio stesso palazzo. Fisicamente sto bene, però mi manca il campo».
Ha scoperto nuovi hobby, tipo cucina, bricolage o altro?
«Fortunatamente in casa con me c'è la mia ragazza Giorgia. Non cucino, anzi, è meglio che io stia alla larga dai fornelli... Gioco alla Playstation, anche online con alcuni miei ex compagni di squadra. Esco soltanto per portare a spasso il cane».
Come Legrottaglie, anche lei è molto credente. Tanti suoi tatuaggi hanno un significato legato alla fede, vero?
«Sì, è così. Sono uomo di fede, ma non come Legrottaglie. Il mister molto più di me. In questi giorni ho pregato per questo periodo che stiamo attraversando, ma lo facevo anche prima. Non sono un cristiano dell’ultim’ora, ho sempre pregato per me e per la mia famiglia a prescindere dal virus».
A Benevento nell'ultima partita prima di fermarvi entrò in campo con la mascherina...
«In tanti ci presero in giro, la gente non aveva capito: invece guardate in un mese che casino è successo».
Si è fermata quella che per lei è stata la stagione del grande riscatto e del record di gol in B.
«Riprenderla non sarà semplice, ma giocare d'estate non sarà un problema. E io posso fare ancora meglio di quello che ho fatto prima dello stop. Sui gol dico che onestamente è un record (15) alla portata, se calcoliamo che due rigori li ho sbagliati... Speriamo di tornare in campo e battere il record di Bari. Sono contento di quello che sto facendo e spero di togliermi qualche soddisfazione».
È tardi per arrivare in A?
«Quello è il mio grande sogno e combatterò fino all'ultimo giorno per realizzarlo. Penso di avere ancora 2-3 anni per poter puntare al massimo livello e spero di festeggiare il mio 30° compleanno giocando in serie A».
La prima cosa che farà quando finirà il lockdown?
«Andare dai miei genitori. La mia famiglia è a Foggia, la sento ogni giorno e sono preoccupato per il momento che stiamo attraversando».
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