Galano: «Io, Dio e la strada Con il Pescara voglio la A»

29 Agosto 2019

L’attaccante: «Dopo tanto finalmente sono qui e voglio lasciare il segno»

PESCARA. «Scusate il ritardo». Negli ultimi 4 anni è stato cercato con insistenza dal Pescara, tuttavia, poi, ha sempre firmato per altre società. Cristian Galano, però, quest’anno, dopo un lungo corteggiamento, è diventato biancazzurro e si candida per un ruolo da protagonista. Il 28enne attaccante foggiano si è raccontato al Centro, durante la diretta Facebook disponibile anche sul sito www.ilcentro.it.
Galano, l’esordio a Salerno non è andato bene. Come mai?
«Dispiace per la sconfitta perché sicuramente volevamo partire con un altro risultato. È stato un incidente di percorso, siamo ancora all’inizio e può capitare. Voltiamo pagina e pensiamo alla sfida con il Pordenone».
Dopo tanti corteggiamenti, è arrivato a Pescara. Felice?
«La trattativa è stata velocissima. In passato tutti gli anni sono stato vicino al Delfino, poi, per diversi problemi, non sono mai riuscito a venire qui. Quest’anno è andata bene e sono contento perché il Pescara mi ha voluto a tutti i costi. A me questa piazza è sempre piaciuta».
Con quali obiettivi sbarca in Abruzzo?
«Qui negli anni sono emersi tanti giocatori e spero che sia così anche per me».
Lei in B è un top player, anche se nell’ultimo anno a Foggia il suo rendimento non è stato dei migliori. Pronto per il rilancio?
«Sento spesso parlare del fatto che io sia stato poco continuo. Però, penso di aver sempre dimostrato qualcosa. L’anno scorso a Foggia non è stato il campionato più bello della mia carriera, certo, ma ho giocato pochissimo e non credo che sia stata solo per colpa mia. Cancello il passato e punto al riscatto».
Quanto la esalta il 4-3-3 proposto da Zauri?
«Mi piace, anche perchè nella mia carriera ho giocato sempre con questo modulo».
La sua idea di Zauri?
«Come allenatore lo conosco da poco, anche se contro, da giocatore, ci ho giocato un paio di volte. È preparato e molto intelligente. Noi dobbiamo solo seguirlo e fare quello che ci chiede. Siamo un gruppo nuovo e dobbiamo ancora amalgamarci».
I suoi maestri chi sono stati?
«Ad Antonio Conte devo tanto perché mi ha fatto esordire in B al Bari, ma non dimentico Torrente a Gubbio, come i vari Fabio Grosso, Davide Nicola e Devis Mangia. Tutti questi allenatori mi hanno lasciato qualcosa».
Di Conte cosa ricorda?
«È un vincente. Ha una grinta incredibile nel lavoro quotidiano».
Come nasce la sua passione per il calcio?
«Grazie a mio padre. Lui mi ha trasmesso la passione per questo sport. A Foggia, poi, è impossibile non essere tifosi dei satanelli. Sono cresciuto con i racconti del Foggia di Zeman e ho iniziato a giocare in strada. Disegnavo le porte sui cancelli delle case e passavo le ore a giocare a pallone con i miei amici. Poi sono cresciuto, ma avevo una marcia in più rispetto agli altri bambini. Ho iniziato al settore giovanile al Bari e poi sono esploso. Devo dire grazie alla mia famiglia che mi ha sempre sostenuto e guidato. Il calcio mi è servito anche per non finire in brutti giri o cattive compagnie».
Lei è foggiano con la fidanzata barese. Un bel derby nella vita privata, vero?
«(ride, ndr) Giorgia è di Bari, è vero. Un bel derby da giocare ogni giorno. Matrimonio? Ci stiamo pensando».
Che obiettivo si è prefissato in biancazzurro?
«La B è difficile. Se non metti umiltà, sacrificio e qualità si fa fatica. Speriamo di arrivare lontani, ma senza fare promesse. Sarebbe bello provare a ripetere quello che è successo l’anno scorso. Il Pescara in questi anni ha sempre fatto i play off e spero che accada di nuovo».
Quanto le dispiace non aver giocato in serie A?
«Tantissimo. È il mio sogno e spero di coronarlo con il Pescara. Ho un triennale con il Delfino e voglio provare ad andare in A».
La chiamano il “Robben di Puglia”. Perché?
«Non so chi mi ha dato questo nomignolo. Forse mi assomiglio a Robben (ex stella del Bayern Monaco, ndr) per i capelli. Lui è un fuoriclasse, io no».
Il suo rapporto con la fede?
«Molto importante. Anche i miei tatuaggi testimoniano la mia fede in Dio. Sono molto credente».
A Pescara c’è una colonia di foggiani molto vasta. Lo sapeva?
«Non sapevo di questa cosa e rimango sorpreso quando qualche persona mi ferma per strada, mi chiede un selfie e, poi, esclama, anche in dialetto puglese, “Cristian, io sono di Foggia come te”».
Vedendo le foto sui social, si intuisce che è molto amico dei due comici foggiani Pio e Amedeo.
«Sì, specie di Amedeo. Sono tifosissimi del Foggia e qualche volta capita che ci incontriamo. Sono simpaticissimi anche nella vita privata, quasi come quando li si vede in tv».
Domenica prenota il primo gol?
«Me lo auguro e spero di portare a casa la vittoria».
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